Le sessioni d’allenamento, sotto la guida di Samuel Lopez, erano già programmate prima dell’addio a Ferrero. Dalle riprese il numero uno del mondo appare di umore più che buono. La caccia allo “Slam mancante” è ufficialmente partita
Carlos Alcaraz ha scelto di tacitare i rumori di fondo nel modo che meglio conosce: correndo in un campo da tennis con il sorriso stampato in faccia. Nella sua accademia murciana il numero uno del mondo ha avviato la preparazione verso gli Australian Open allenandosi insieme a Flavio Cobolli, in un clima disteso e tutt’altro che appesantito dalle recenti novità sul fronte tecnico.
Le sessioni con il tennista azzurro non sono una reazione all’addio con Juan Carlos Ferrero, ma facevano parte di un programma definito da tempo, ben prima che venisse annunciata la fine del rapporto con il coach che lo aveva accompagnato fin dagli inizi. Un dettaglio importante, perché restituisce la dimensione corretta di un lavoro pensato in continuità e non come risposta a una frattura improvvisa.
Tra Alcaraz e Cobolli il rapporto è solido e genuino: già in passato i due avevano condiviso periodi di allenamento, e anche questa volta l’intesa è apparsa immediata, tra scambi intensi, dialogo costante e un’atmosfera rilassata. Segnali di normalità, più che di transizione, pur in una periodo turbolento che in Spagna più che altrove continua a essere analizzato al microscopio.
A comandare le operazioni c’è Samuel Lopez, già nello staff di Carlitos e per il momento insignito del ruolo di coach ad interim, anche se, come prevedibile, il toto-nomi da cui dovrà essere estratto quello buono che si siederà sulla panchina del numero uno del mondo è in pieno fermento.
Alla vigilia della nuova stagione, mentre il suo grande rivale Sinner ha scelto la stabilità prolungando il rapporto con Darren Cahill, Alcaraz ha imboccato una strada diversa. Per ora, però, il linguaggio del campo racconta serenità, concentrazione e un obiettivo chiaro: arrivare a Melbourne disteso, con il cervello sgombro e senza farsi travolgere dal polverone mediatico.




