In una lunga intervista al programma Universo Valdano, Rafa Nadal si è raccontato fra passato, presente e futuro…
Il 22 volte campione Slam Rafa Nadal è tornato a parlare in un’intervista molto approfondita al programma di Movistar+, Universo Valdano. La leggenda maiorchina è tornata in campo a distanza di un anno dal ritiro per allenarsi insieme alla giovane promessa Alex Eala, che fa parte della sua Academy a Maiorca. “Ho giocato 45 minuti con Eala, mi hanno chiesto di giocare e io ero felice. Se non devo correre, va bene. Attraverso l’accademia mi mantengo coinvolto e guardo ciò che desidero vedere. Non seguo più la quotidianità come prima. Ora guardo le partite o i momenti che desidero vedere” – ha detto Rafa nell’intervista ripresa da Punto de Break.
La vita post-ritiro
Nadal ha poi aggiunto che ha guadagnato tranquillità dopo l’addio al tennis, e ciò che gli manca di più è l’adrenalina dell’incontro: “Il brutto è che alla fine è finita un’epoca che è stata eccezionalmente bella per me, emozionante. Se ne è andato qualcosa che mi ha appassionato davvero, che è competere al massimo livello. Quell’adrenalina, sono cose che rimangono lì per sempre“.
Era infatti il 19 novembre 2024 quando Nadal appese la racchetta al chiodo, in seguito ala sconfitta della sua Spagna contro l’Olanda in Coppa Davis a Malaga. “Ero preparato perché ho esplorato fino in fondo le mie opzioni fino alla fine” – ha detto il 14 volte campione del Roland Garros a proposito del ritiro. “Il fatto di aver esplorato fino in fondo tutte le reali possibilità che avevo di continuare a competere al livello che avrei voluto mi ha dato la convinzione e la tranquillità di finire in pace e convinto che era la decisione che dovevo prendere perché non c’era più nulla nel serbatoio”.
“Non mi sono ritirato per essere stanco di ciò che facevo o senza la motivazione necessaria. Mi sono ritirato perché il corpo non poteva più reggere. Ero comunque felice facendo ciò che facevo. Nell’operazione mi dissero che avevo possibilità di recuperare completamente. Dovevo dare un tempo sufficiente per saperlo”
La mentalità di Nadal
Il maiorchino ha costruito la sua carriera su una mentalità unica, fuori dal comune che ancora oggi in tanti cercano di applicare. Proprio a proposito di ciò Rafa ha dichiarato come riusciva a mettere in pratica questo mindset: “Si raggiunge da un’intelligenza su cosa sia lo sport. Lo sport è cercare di dare il massimo anche se sai che perderai. Quello che mi ossessionava di più nella mia carriera o quello che mi sarebbe dispiaciuto di più e che tolleravo male era se dopo aver giocato un torneo tornavo a casa con la sensazione di non aver fatto tutto il possibile perché le cose andassero bene”.
Il rapporto con Federer e Djokovic e le differenze con Sinner-Alcaraz
Cè stato modo anche di parlare dei Big 3 e el confronto con i loro “eredi” Sinner e ALcaraz. Rafa ha spiegato cos’è che ha reso la rivalità speciale dalle altre: “Senza togliere nulla a Sinner e Alcaraz, che vogliono fare le cose bene, credo che noi abbiamo contribuito affinché le nuove generazioni possano pensare che si possa essere concorrenti senza dover odiare l’avversario. Si può avere una relazione non di amicizia, ma ottima. È un buon lascito che lasciamo”.
Dal punto di vista tecnico Nadal invece crede che non ci sia stato un netto cambiamento: “Non credo che sia cambiato così tanto. Il mondo evolve e il modo di giocare è un po’ diverso. Si colpisce più forte, si serve più forte. Continuo a credere nell’intuito, non giocare come un robot cercando di indovinare in base alle statistiche. È una cosa di cui parlai con Federer e non gli piaceva avere un eccesso di informazioni”.

Rafa continuerà il suo lavoro nella sua Accademia a Maiorca, dove anche se non potrà giocare come una volta, potrà applicare i suoi saggi insegnamenti dentro e fuori dal campo.




