Le interviste esclusive di TennisTalker dal torneo bergamasco
Un torneo in crescita, una vittoria importante e una rimonta che non passa inosservata. Andrea Guerrieri sta vivendo una delle settimane più significative della sua stagione agli Internazionali di Bergamo: dopo aver superato un percorso iniziato dalle qualificazioni e aver battuto Billy Harris, seconda testa di serie del tabellone, l’italiano continua a farsi spazio con grande determinazione.
Lo incontriamo dopo l’ultimo incontro, ancora con il ritmo del match addosso e la musica di sottofondo dell’arena a riempire lo spazio. Il sorriso è quello di chi sa di aver fatto qualcosa di importante – ma senza dare nulla per scontato.
“Sicuramente uno dei miei migliori tornei dell’anno”
Guerrieri ci racconta di questi giorni a Bergamo come un crescendo: “Fino ad oggi il torneo è stato molto buono. Sono partito dalle qualificazioni: nel primo turno ho avuto un po’ di difficoltà, ma ne sono uscito bene. Nel secondo ho alzato il livello e poi ho giocato una grande partita contro Harris. Lo conoscevo già, sapevo che sarebbe stato un avversario tosto, e sono davvero contento della prestazione. Anche oggi ho mantenuto un livello alto, quindi cerco di continuare così.”
Alla domanda se questo possa essere il suo miglior torneo della stagione, arriva la conferma: “Sì, sicuramente è uno dei migliori.”
ChorusLife Arena promossa: “Giocare qui dà carica”
Questa edizione segna il debutto del torneo nella nuova ChorusLife Arena, una cornice moderna che sostituisce la precedente storica sede e Guerrieri approva senza esitazioni: “Il contesto è molto bello, l’arena è stupenda e giocare qui dà tantissima energia. Anche il pubblico fa la differenza. I campi sono abbastanza rapidi con palline nuove, poi diventano un po’ più lenti quando si usurano, ma nel complesso mi trovo molto bene.”
Anche la pallina – prodotta da Decathlon, uno sponsor tecnico meno usuale nei tornei internazionali – riceve il suo via libera: “Mi ci trovo bene: da nuove permettono un tennis veloce, quando si usurano si controllano bene e si sente la palla sulle corde. Nessun problema.”
Obiettivi, crescita e uno sguardo al 2026
Con il suo compleanno alle porte (3 dicembre), chiediamo se questo torneo possa essere un regalo personale di fine stagione: “Questo dovrebbe essere l’ultimo torneo dell’anno, anche se non è ancora sicuro. Dopo un inizio complicato per un problema fisico, ho trovato continuità di risultati ed è stato molto importante.”
Il pensiero però va già all’anno prossimo: “Nel 2026 vogliamo stabilizzarci sempre più nel circuito Challenger. Lavorerò molto il prossimo mese per partire forte all’inizio dell’anno.”
Il forte legame con Reggio Emilia
Guerrieri racconta anche il legame con il suo circolo di Reggio Emilia, dove gioca in Serie A2: “Lì mi sento a casa: gioco lì da tantissimi anni. Con i compagni, l’ambiente e lo staff c’è grande affiatamento. Finora in campionato siamo arrivati terzi, quindi ci aspetteranno i play-out. Non è andata esattamente come speravamo, ma restiamo competitivi.”
Poi arriva la domanda finale, quella da tifosi: “Meglio tre titoli Challenger… o la prima quali in uno Slam?”
Ma Andrea non ha dubbi: “La quali dello Slam. ”
Quale? “Wimbledon.”
Un tennis in crescita, idee chiare e ambizioni grandi: Andrea Guerrieri sta costruendo passo dopo passo il suo percorso con convinzione e disciplina. Prima dei saluti ci stringe la mano con educazione e un sorriso: “Grazie a voi. Spero di restare qui fino a domenica.”
E noi, ovviamente, glielo auguriamo.





