Le interviste esclusive di TennisTalker dal torneo bergamasco
Giornata intensa, ma Francesco Maestrelli ha sempre il sorriso. Il pisano ha appena conquistato un’altra vittoria sul cemento della ChorusLife Arena agli Internazionali di Bergamo e, nonostante un programma che lo vede impegnato in singolare e doppio, ha trovato il tempo per fermarsi ai microfoni di TennisTalker.
“Un buon anno, nonostante la partenza difficile”
La stagione 2025 segna per Maestrelli un ritorno importante ai livelli che lo avevano portato tre anni fa al suo best ranking. Il cammino, però, non è stato semplice.
“È stato un anno positivo, anche se non è iniziato nel migliore dei modi. Ho avuto un infortunio che mi ha tenuto fuori un paio di mesi, ed è sempre difficile rientrare e sentirsi subito competitivi.”
Una volta ritrovata continuità, i risultati però sono arrivati, soprattutto sulla terra battuta: “A Francavilla ho giocato un grande torneo e in finale ho battuto un giocatore già vicino alla top 100 (Ndr: Valentin Vacherot) . Non mi aspettavo che facesse dopo quello che ha fatto, ma era chiaro che fosse un giocatore di alto livello.”
Da lì, la stagione è decollata.
US Open, un obiettivo nel cuore
Uno dei momenti più speciali del suo 2025 è stato il ritorno alle qualificazioni dello Slam che più ama: “Ho riconquistato le quali del mio Slam preferito: l’US Open. New York rimane nel mio cuore.”
Bergamo e poi un po’ di relax in Spagna!
Bergamo rappresenta l’ultimo impegno stagionale: “Sì, questo è l’ultimo torneo. Poi finalmente un po’ di vacanza con destinazione Siviglia“.
Serie A1 e tanta ambizione: “Ci crediamo”
Oltre al circuito internazionale, Maestrelli difende i colori del suo club in Serie A1, il Santa Margherita Ligure: “Giochiamo il ritorno domenica. All’andata abbiamo perso 4-2, ma sono fiducioso. È una fase della stagione complicata perché siamo tutti stanchi, ma il club ci crede tanto e per noi è bello giocare per chi investe e sostiene.”
E quando gli chiediamo se vuole mandare un invito ai tifosi liguri, la risposta è ironica e tagliente al punto giusto: “Innazitutto… spero di non esserci! Significherebbe essere ancora in tabellone qui.”
Bergamo: “Una sorpresa. Sembra un torneo ATP.”
Parlando del torneo, Maestrelli non nasconde l’apprezzamento per la nuova cornice: “Non sapevo fosse una location nuova. Sono rimasto sorpreso. L’organizzazione ricorda quella di un torneo ATP: hotel vicino, arena spettacolare, tanto pubblico. Davvero 10 su 10.”
Singolo o doppio?
La domanda finale è di quelle classiche, ma obbligatorie: “Sei in tabellone sia in singolare che in doppio. Quale preferisci giocare?“. “Sicuramente il singolo. In doppio… mi diverto.”
Prima di salutarci, chiude con una promessa e una speranza: “Spero di restare qui fino a domenica. Poi ci vediamo… magari a New York.”





