Il successo del giocatore di Hong Kong nel Challenger cinese evita il sorpasso dell’australiano: il tennista romano resta tra i primi cento alla vigilia degli Internazionali d’Italia
Alla fine, la classifica è rimasta in piedi. Matteo Berrettini, uscito ai quarti di finale del Challenger di Cagliari per mano di Hubert Hurkacz, conserva la top 100 grazie a quello che è successo dall’altra parte del mondo.
Il torneo di Jiujiang chiusosi nella primissima mattinata italiana è stato infatti vinto Coleman Wong, tennista da Hong Kong al primo trionfo Challenger della carriera dopo cinque finali perse. E cosa c’entra tutto ciò con Matteo, che ha disputato il suo ultimo match ieri l’altro 9000 chilometri a ovest della città cinese?
C’entra, eccome: perché Wong ha battuto in finale l’australiano Adam Walton il quale, se avesse vinto il torneo, sarebbe entrato tra i primi cento proprio a spese di Matteo Berrettini e invece, avendo perso, si fermerà alla 103 ATP.
Il risultato, per quanto indiretto, pesa. Berrettini resta aggrappato alla centesima posizione virtuale con 625 punti, e soprattutto evita di presentarsi agli Internazionali d’Italia – il torneo di casa – da giocatore fuori dalla top 100. Un dettaglio che, in questo momento della sua stagione, vale più di quanto sembri, soprattutto psicologicamente.
La settimana di Cagliari non è andata come Matteo avrebbe sperato e non ha rimesso tutto a posto: qualche buon segnale, sì, ma anche qualche problemuccio ancora evidente. Però il ranking è stato difeso, pur senza giocare. E spesso gli orizzonti migliorano anche senza il nostro intervento in prima persona.




