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Come vive lo spogliatoio Jannik Sinner? “Meglio a fine torneo, quando è meno affollato”

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In conferenza stampa è stato chiesto a Jannik Sinner del prossimo avversario, Spizzirri, e della vita in spogliatoio durante i tornei

Dopo la dominante prestazione contro l’australiano James Duckworth, regolato 6/1 6/4 6/2, Jannik Sinner si è presentato in conferenza stampa con tanta leggerezza. L’avvio di Australian Open sta procedendo al meglio, e le innovazioni nel gioco e soprattutto al servizio sembra che stiano funzionando bene.

La conferenza stampa di Jannik Sinner

Innanzitutto Jannik ha dichiarato di non conoscere bene Eliot Spizzirri, suo prossimo avversario al terzo turno. Il numero 2 al mondo ha affermato di aver seguito i primi due incontri dello statunitense, descrivendolo “un giocatore molto aggressivo e di talento“.

Alla domanda sui miglioramenti visti in campo, Sinner ha risposto in modo positivo parlando delle condizioni di gioco e delle ottime sensazioni provate durante il match.

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Sento che ogni partita è diversa. Oggi le condizioni erano differenti. Faceva anche un po’ più freddo, ma non c’era così tanto vento come nei campi all’aperto. È stato un po’ più facile giocare. Ho cercato di rimanere molto aggressivo, cercando di attenermi al mio piano di gioco oggi. Ho avuto la sensazione che lui abbia servito molto bene. Anche da fondo campo ha giocato molto velocemente, quindi ho cercato di reggere il ritmo. Era importante anche restare vicino alla linea di fondo. Da parte mia è stata una buona prestazione“.

Restando sul gioco, inevitabile la domanda sul servizio. Con questo fondamentale oggi Jannik ha dominato il campo, chiudendo con 18 ace e l’86% di punti vinti con la prima. A Sinner è stato chiesto del rischio associato al proprio servizio, e al modo in cui capisce quando è il momento di aumentare quel rischio.

Dipende. Il tennis è un gioco di percentuali. Devi capire cosa stai giocando, qual è la percentuale più alta con cui puoi vincere il punto, e poi ci provi nei momenti importanti. Devi anche essere abbastanza coraggioso da cambiare ogni tanto, per non fare sempre la stessa cosa. Il servizio è un aspetto su cui devo lavorare, migliorare. Ci sono giorni come oggi in cui servo bene, e giorni in cui faccio un po’ più fatica. Ma fa parte del percorso che sto seguendo. Il mio obiettivo è cercare di servire sempre meglio. È un insieme delle due cose. Percentuale… ovvero avere più del 60% di prime palle, ma a volte devi rischiare un po’ di più anche con la seconda, cercando di variare. Ogni battitore ha una mentalità diversa“.

La domanda che invece ha destato maggiore curiosità, e forse un po’ più bizzarra, è stata quella sulla vita dentro lo spogliatoio.

Che differenza c’è nello spogliatoio tra l’inizio di un torneo e la fine, quando ci siete solo tu e l’altro finalista?

Sorridendo Jannik ha risposto di non vedere l’ora di riprovare quella sensazione, ovvero di dover condividere lo spogliatoio con un solo giocatore. La speranza velata dell’altoatesino è quella di ritrovarsi ancora una volta in finale, sia per il risultato sportivo che per la tranquillità che si vive in quelle circostanze. Scherzi a parte, Sinner è sceso nel dettaglio racconto l’effettiva differenza nella vita dentro lo spogliatoio fra l’inizio e la fine di un torneo, percorso che spesso vive sulla propria pelle.

Quando ho iniziato a frequentare il circuito, passavo un sacco di tempo nello spogliatoio e nell’area ristorante. Ora sono un po’ diverso. Vengo qui nei giorni di allenamento, e quando l’allenamento è finito o mangio qualcosa qui molto velocemente oppure me ne vado subito“.

Gli spogliatoi non sono grandi in tutti i tornei, ma qui sono piuttosto spaziosi. Ci sono due grandi sale all’interno, molte docce e vasche per il ghiaccio. Non ti incroci con troppi giocatori. Ovviamente, all’inizio del torneo è molto affollato. Ci sono anche alcuni ragazzi delle qualificazioni. Specialmente la settimana prima c’è molta confusione. Sento che i tornei stanno facendo un ottimo lavoro per garantirci molto spazio. In realtà non te ne rendi conto. Forse è più in palestra e in aree simili che è piuttosto affollato. Ma no, è un ambiente abbastanza rilassato“.

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