TennisTalker MagazineNewsL'ATP vuole riorganizzare il circuito, riacquistate alcune licenze di tornei 250
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L’ATP vuole riorganizzare il circuito, riacquistate alcune licenze di tornei 250

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ATP e SURJ, braccio sportivo del fondo sovrano dell’Arabia Saudita, stanno provando a riorganizzare il circuito per avere più spettacolo e meno sforzi per i giocatori

Giocatori più riposati e meno stressati, uguale meno ritiri e maggiore spettacolo, che a sua volta vuol dire più guadagni. Questo il sunto del lavoro che sembra stiano mettendo in campo ATP e SURJ, braccio sportivo del fondo sovrano dell’Arabia Saudita, partendo dal rimodellare il circuito. Pare infatti che l’ATP Tour abbia riacquisito le licenze di quattro tornei 250, il Moselle Open nella città francese di Metz e la Kremlin Cup a Mosca (quest’ultima non si gioca dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022). Metz e Mosca fanno il paio con altre due operazioni simili risalenti al 2025, ovvero il Chengdu Open e dell’Hong Kong Open, due tornei che si tengono in Cina durante l’autunno.

Sono previsti però ulteriori accordi, con l’ATP in trattativa per riacquisire le licenze dell’Argentina Open (250), che si tiene a Buenos Aires, e del Mexican Open (500) ad Acapulco. Tali accordi saranno finanziati da SURJ, il braccio per gli investimenti sportivi del Public Investment Fund (PIF). Entrambi gli eventi si giocano a febbraio, periodo in cui l’ATP e SURJ vogliono organizzare il nuovo evento ATP Masters 1000 in Arabia Saudita.

Dichiarazioni dell’ATP, SURJ non rilascia commenti

Un portavoce dell’ATP Tour ha dichiarato:

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L’ATP è stata chiara riguardo al lavoro in corso per ottimizzare il calendario, un processo a lungo termine volto a costruire una programmazione più forte e bilanciata dal 2028 in avanti. SURJ sta impiegando capitali per l’ottimizzazione, inclusi il riacquisto strategico e la rinuncia alle licenze. La partecipazione è interamente volontaria e rappresenta un passo importante verso una maggiore stabilità“.

Sugli investimenti lo sforzo è notevole, pur conoscendo le immense riserve di cui godono i fondi arabi. Le acquisizioni infatti costeranno centinaia di milioni di dollari, con i prezzi finali per i tornei di livello 500 che dovrebbero superare significativamente le offerte iniziali, che partivano da circa 15-20 milioni di dollari per i 250 e 35-45 milioni per i 500.

“Il nostro approccio è coerente con i principi di OneVision. Crediamo che un prodotto forte inizi con i migliori giocatori che competono nei migliori eventi, e lo sviluppo della categoria Masters 1000 fa parte di questa strategia. Allo stesso tempo, gli eventi ATP 250 e 500 rimangono vitali. Un obiettivo chiave è accorciare la stagione ed espandere la off-season per i giocatori”.

Le dichiarazioni rimandano ad alcune voci che ormai circolano insistentemente anche fra gli organi ufficiali, che vedrebbero per il futuro una divisione ben più marcata fra i tornei maggiori e minori.

La nuova organizzazione dell’ATP Tour

L’ATP Tour vorrebbe un programma guidato dai quattro Slam e da 10 Masters 1000. Sette di questi sarebbero obbligatori e avrebbero la durata di quasi due settimane (Indian Wells, Miami, Madrid, Roma, Canada, Cincinnati e Shanghai). Il Rolex Paris Masters sarà obbligatorio ma di una settimana, mentre i due non obbligatori sarebbero Monte Carlo e l’evento in Arabia Saudita. Al di sotto dovrebbero invece esserci 16 eventi ATP 500 (distribuiti su 8 settimane esclusive) e circa 24 eventi ATP 250.

Importante la riorganizzazione del calendario, confermata dai limiti imposti per l’acquisizione delle licenze dello European Open da parte della FITP. Da poco è stato infatti annunciato un nuovo ATP 250 su erba, che si svolgerà dal 2028 a Milano prendendo il posto proprio del torneo attualmente di stanza a Bruxelles. Gli accordi con l’ATP erano che la superficie passasse dal cemento all’erba, e che la data venisse spostata dalla fine alla metà della stagione. Entrambe rispettate, poiché il nuovo torneo su erba si disputerà appena dopo il Roland Garros e in preparazione di Wimbledon.

Che ruolo ha l’Arabia Saudita?

Per i fondi arabi coinvolti non si tratta di altro che di un investimento, con l’obiettivo (ora comune con l’ATP) di trovare uno spazio per nuovi eventi nelle loro terre. Nel 2024, il fondo sovrano saudita ha proposto oltre 1 miliardo di dollari di investimenti, e parte di quel denaro è già confluita in sponsorizzazioni e nelle WTA Finals di Riad.

Tuttavia, trovare un posto nel calendario non è semplice. Inizialmente, SURJ voleva occupare la parentesi di gennaio, ma Tennis Australia ha bloccato l’iniziativa. Si è passati quindi a febbraio, ma i tornei vicini di Dubai e Qatar hanno rifiutato di cedere le loro licenze. Per questo il tour ha deciso di “ripulire” gli eventi autunnali per fargli spazio. L’obiettivo è dare all’ATP la vetrina per il suo nuovo torneo saudita e ai giocatori la pausa che desiderano, ma sarà davvero così? Non resta che osservare con attenzione le mosse dell’ATP e di SURJ, e sperare che ancora una volta la salute dei tennisti e la passione degli spettatori non vengano messe dietro ai guadagni.

Da non sottovalutare, anzi da evidenziare, il dramma storico/sportivo che subirebbe il tennis se venissero eliminati dei tornei storici e molto sentiti come quelli sudamericani per far spazio a nuovi eventi privi di un’anima e di tradizione.

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