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Jannik Sinner guarda avanti: “Abbiamo capito cosa è successo a Parigi. Oggi è stato un match duro”

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Il numero uno del mondo analizza il successo su Borges, torna sulla finale del Roland Garros e rassicura sulle condizioni fisiche dopo la caduta all’esordio

Jannik Sinner continua il proprio cammino a Wimbledon e, dopo il successo in tre set contro Nuno Borges, guarda con fiducia ai prossimi impegni senza dimenticare quanto accaduto al Roland Garros. In conferenza stampa il numero uno del mondo è tornato sul tema, spiegando come quella sconfitta abbia lasciato spunti di riflessione, ma senza cambiare il lavoro svolto insieme al suo team.

Abbiamo capito cosa è successo a Parigi: potrebbe risuccedere sì. Perché non è che c’è una soluzione, è una cosa più ampia. Stiamo facendo le cose al meglio, sperando non risucceda. Se poi dovesse venire di nuovo fuori abbiamo capito che non è la strada giusta. Vedremo. Oggi risparmiare energie era buono per un recupero fisico, ha dichiarato.

Sul match contro Borges, Sinner ha riconosciuto il livello espresso dall’avversario, soprattutto al servizio, sottolineando però i progressi mostrati rispetto all’esordio. Match duro. Entrambi abbiamo servito bene nei primi due set, lui, in particolare, era molto preciso. Ho provato a stare un po’ più aggressivo, a volte ha funzionato altre no. C’è margine di miglioramento, ma non cercavo la perfezione alla seconda partita su erba. Posso migliorare i movimenti e nella seconda di servizio sto provando a essere un po’ più aggressivo. Però ho avuto una performance migliore in questo match, ha spiegato.

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Nei primi due set, decisi entrambi al tie-break, la gestione mentale ha avuto un peso determinante. Concentrazione alta perché se vai giù di un break è difficile recuperare. La prima partita era diversa, c’erano più scambi, c’erano più errori. Oggi sentivo di essere meglio nello scambio. So anche io che non è stata la miglior partita, ma era importante usare meno energie possibile e sono riuscito a farlo, ha aggiunto.

Nel corso dell’incontro non sono mancati alcuni momenti di nervosismo, che l’altoatesino considera parte del normale sviluppo di una partita. Normale innervosirsi ogni tanto, non si possono giocare tutte le partite in modo perfetto. A volte un po’ indeciso con certe scelte, però è normale, ho provato ad essere più aggressivo, non funzionava. Dobbiamo parlare con il team e prepararci al meglio per la prossima, ha spiegato.

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