Il romano analizza la vittoria contro Navone: soddisfatto dei progressi mostrati, guarda con fiducia al prosieguo di Wimbledon senza cambiare il proprio approccio dopo la finale di Parigi
Flavio Cobolli continua il suo percorso a Wimbledon e, dopo aver superato Mariano Navone conquistando il pass per il secondo turno, guarda con fiducia ai segnali arrivati dalla sua prestazione. Il tennista romano si è detto soddisfatto soprattutto dei miglioramenti mostrati rispetto all’esordio, sia dal punto di vista tecnico sia per il crescente adattamento ai prati londinesi.
“Il livello oggi era più alto rispetto a ieri e sono felice. Ho salvato molti set point e questo mi aiuterà per il prosieguo del torneo. Sto migliorando il feeling con la palla e con la superficie, anche perché quest’anno non avevo giocato molto sull’erba”, ha spiegato al termine dell’incontro.
Cobolli ha raccontato di aver dovuto modificare il piano tattico nel corso della partita, consapevole delle qualità del suo avversario negli scambi prolungati da fondo campo. “Tutti qui giocano bene e le condizioni sono abbastanza lente, quindi questo lo ha avvantaggiato. Sentivo che lui fosse superiore nello scambio, perciò dovevo portare la partita nelle zone e nel modo che piace a me”, ha sottolineato.
In quest’ottica si è rivelato prezioso anche il lavoro svolto nelle ultime settimane su alcuni colpi fondamentali per il tennis sull’erba. “Stiamo lavorando molto sullo slice e sulle volée. Su questa superficie sono colpi fondamentali”, ha aggiunto. Dal punto di vista mentale, invece, il numero uno italiano del tabellone ha raccontato di aver vissuto la giornata con grande tranquillità, senza lasciarsi condizionare dall’importanza dell’appuntamento.
“Ho dormito bene, non ero teso. Ho cercato di riposare e di pensare solo alle cose fondamentali per vincere l’incontro. Adesso sono pronto per domani”, ha detto.
La competitività resta una delle caratteristiche che Cobolli considera il proprio punto di forza, soprattutto nei momenti in cui il livello di gioco non è quello desiderato. “Sono molto competitivo. Cerco sempre di trovare il modo per vincere e mettere in difficoltà l’avversario”, ha spiegato.
Il romano è consapevole che le attuali condizioni dei campi non valorizzino ancora del tutto il suo tennis, ma confida che con il passare dei giorni possano diventare più favorevoli. “L’obiettivo era sopravvivere. Con l’andare del torneo il campo si allenterà e le condizioni mi avvantaggeranno di più”, ha osservato.
Spazio anche a un riferimento alla finale raggiunta recentemente a Parigi, un risultato importante che, però, non ha cambiato il suo modo di vivere il circuito. “La finale a Parigi non mi ha cambiato, sono sempre lo stesso. Ho vissuto un sogno, ora devo solo capire come gestire bene la cosa. È passato ancora poco tempo”, ha spiegato.
Infine, lo sguardo si sposta già sul prossimo ostacolo, James Duckworth, e sul percorso di crescita che continua anche sull’erba. “C’è poco tempo per adattarsi all’erba. Alcuni non hanno bisogno di allenarsi tanto, altri sì. Io ho bisogno di mettere lavoro e partite nelle gambe. Sono soddisfatto di aver ribaltato questa partita, perché non era scontato. Duckworth lo conosco, mi metterà in difficoltà, ma fisicamente sto bene e cercherò di portare la partita nella mia zona”, ha concluso.




