Il Re di Spagna e il numero 2 al mondo Carlos Alcaraz hanno partecipato a un evento a Murcia, organizzato dalla Fondazione Principessa di Girona
Il circuito ha aperto la finestra su Parigi ma l’ombra del grande assente si allunga fino a Murcia, dove Carlos Alcaraz ha rotto il silenzio mediatico. Durante la consegna dei Premi Principessa di Girona, il tennista spagnolo si è presentato con il tutore al polso destro ancora visibile, segno di un infortunio che ha tranciato di netto la fase centrale della sua stagione, togliendogli la possibilità di difendere l’onore a Madrid, Roma, al Roland Garros e nel resto della stagione su erba.
Le dichiarazioni rilasciate a margine dell’appuntamento istituzionale restituiscono la fotografia di un atleta costretto all’immobilità agonistica, ma tutt’altro che arreso. Il murciano ha ammesso la frustrazione di dover seguire il tennis da spettatore, guardando i diretti avversari competere sui palcoscenici che lui stesso aveva dominato nelle annate precedenti. Non sono mancata però parole d’ispirazione per le migliaia di giovani presenti, che vedono ad Alcaraz come un faro da seguire.
Nel complesso la giornata si è svolta fra discorsi e consegne di premi, con il Re Felipe accolto in grande stile e da un’ovazione degli studenti presenti. La presenza di Carlos Alcaraz è invece stata una grande sorpresa, annunciata senza preavviso e accolta con un boato.
Le parole del giovane ma esperto Carlitos
“Quando avevo 14 anni, ricordo di non avere avuto pazienza. Volevo che tutto si risolvesse dall’oggi al domani. Odiavo perdere in qualsiasi cosa e volevo sempre vincere, che tutto fosse perfetto e che le cose funzionassero immediatamente“.
“Quello che oggi direi a qualsiasi giovane è di avere molta pazienza. La cosa bella è il processo, il percorso. Andare a una competizione, fare qualcosa che ti riempie di orgoglio e vedere che non funziona, che fallisci. Ma la cosa importante è come ti rialzi e come torni il giorno dopo per riprovare“.
“Pensate in grande, sognate in grande e andate a prendervelo. Qualunque cosa accada, quale che sia il risultato finale, che si arrivi o meno all’obiettivo, conservate un percorso meraviglioso e ricordatevelo con un grande sorriso. La cosa bella è il processo, il cammino, fare qualcosa che ti riempie d’orgoglio. Competi con giocatori che vogliono essere migliori di te per batterti, ed è proprio questo che ti motiva a continuare a migliorare come fanno gli altri avversari“.




