In collegamento a “Che Tempo Che Fa”, il numero uno del mondo si racconta dopo lo storico successo al Foro Italico. Dal siparietto con Mattarella e Panatta, all’ansia di mamma Siglinde in tribuna, fino al segreto della sua lucidità in campo
Come ormai è diventata quasi una tradizione, Jannik Sinner, re degli Internazionali BNL d’Italia, ha festeggiato collegandosi a distanza con Fabio Fazio e il pubblico di Che Tempo Che Fa sul canale Nove.
“Non ho vinto io, abbiamo vinto insieme”
L’emozione dello studio ha trovato voce nelle parole del conduttore, che non ha nascosto la commozione: “Che poi hai vinto tu, non noi. Ma è come se avessimo vinto noi”. La risposta di Jannik è stata emblematica: “Abbiamo vinto insieme”.
“Sono due settimane che sono a Roma, sono state molto lunghe e toste. Il pubblico mi ha aiutato tantissimo sin dall’inizio. Tutti gli allenamenti erano quasi già come una partita. Sono molto contento di dare qualcosa di positivo a tutti voi. È stato un torneo incredibile”.
Parlando di questi ultimi mesi di “follia” tennistica e incalzato da Fazio, Sinner ha parlato del Sunshine Double e di tutti i numeri da record raggiunti fino ad oggi: “Adesso devo riposarmi un attimo, ho dato tanto fisicamente e mentalmente. Lasciatemi due giorni: ormai due giorni liberi sono oro”, ha ammesso sorridendo in vista del Roland Garros.
Il rifiuto dei paragoni: “I Big 3 sono un’altra cosa”
Non poteva mancare il classico – e talvolta inutile – paragone con i Big 3, ma Sinner probabilmente ci ha fatto ormai l’abitudine e ha tranquillamente risposto: “Quello che hanno fatto Rafa, Roger e Novak nel circuito per 15 anni è incredibile. Non mi metterò mai nella posizione di dire che sono al loro livello. Io sto facendo la mia storia, sto provando a dare tutto quello che ho e a trovare la forza nei momenti difficili. Il ritorno a Roma è stato emozionante, ora c’è Parigi che è forse l’obiettivo dell’anno. Ma adesso voglio godermi la famiglia”.
La mamma in tribuna, Panatta e Mattarella
Sinner ha poi scherzato sulle inquadrature televisive che hanno immortalato la perenne tensione di sua mamma Siglinde in tribuna: “Il problema è che dal campo la vedevo pure ed era difficile. È già tanto che è rimasta lì, devo dire”.
Stress level: Siglinde
by u/TorturedPoet30 in tennis
Spazio anche per i retroscena della premiazione romana. A consegnargli il trofeo è stato Adriano Panatta, autore della storica doppietta Roma-Parigi nel 1976: “È stato simpaticissimo. Mi ha detto che viene anche a Parigi, spero di rivederlo lì. Speriamo di avere modo di conoscerci un po’ di più senza tanto pubblico intorno”.
Presente sul Centrale anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Jannik ha ricordato il momento con affetto, ma anche con autoironia, ripensando al suo discorso impacciato al Quirinale dopo la vittoria in Coppa Davis: “Non ero partito con il piede giusto un po’ di tempo fa… Però ero e sono emozionato. Scambiare due parole con lui è stato incredibile. Che gli piaccia lo sport è la cosa più bella”.
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La lucidità come arma letale
In chiusura, Fazio ha celebrato il monumentale lavoro del team composto da Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Jannik ha confessato che non esistono veri e propri segreti o scorciatoie per il successo, ma ha rivelato il principio base su cui si fonda la sua superiorità nei momenti critici: la lucidità.
“Cerco di essere più lucido dell’avversario. Questo è forse il segreto più importante. Nel momento in cui sei più stanco fisicamente e mentalmente, devi ragionare un po’ di più. Prima di entrare in campo sentivo tanta tensione, sapevo cosa mi stavo giocando. Ma devi superare queste difficoltà per giocare una buona partita”.




