TennisTalker MagazineNewsSLAMKwon Soonwoo, la rincorsa a Wimbledon passa dalla caserma
Pubblicato in:

Kwon Soonwoo, la rincorsa a Wimbledon passa dalla caserma

- Advertisement -

Tra un turno di guardia e un’esercitazione con il fucile d’ordinanza, Kwon Soonwoo non ha mai smesso di pensare all’erba londinese. Il ventottenne sudcoreano si presenterà alle qualificazioni del singolare maschile di Wimbledon 2026 con un bagaglio di esperienze che ben pochi colleghi nel circuito ATP possono eguagliare. L’interruzione della carriera per adempiere agli obblighi di leva sembrava aver messo la parola fine alle sue ambizioni ad alti livelli, ma l’ex numero 52 del mondo ha trovato il modo di trasformare una parentesi di stasi in un solido trampolino di lancio

Il richiamo alle armi e la rinuncia al circuito maggiore

La chiamata del governo di Seul non ammette sconti. Dopo aver fallito l’aggancio alla medaglia d’oro ai Giochi Asiatici, unico lasciapassare sportivo per l’esenzione totale, Kwon ha dovuto riporre la racchetta per indossare la divisa militare a partire dalla fine del 2024. Per un professionista abituato a viaggiare da un continente all’altro e a misurarsi costantemente con i ritmi serrati del tour, l’impatto con la rigida disciplina del Korea Armed Forces Athletic Corps ha azzerato ogni routine. La programmazione ragionata dei tornei ha lasciato improvvisamente il posto agli addestramenti fisici di base, e le ambizioni di classifica si sono scontrate con la dura realtà dei diciotto mesi di ferma obbligatoria.

Le maglie del regolamento militare sudcoreano prevedono tuttavia alcune eccezioni per gli atleti di conclamato interesse nazionale. Grazie a permessi speciali accordati dai vertici dell’esercito, il giocatore ha potuto mantenere un filo diretto con il tennis giocato. L’accordo gli ha consentito di limitare inizialmente le sue apparizioni a eventi disputati sul suolo sudcoreano, come il torneo di Busan, o in nazioni limitrofe, rispondendo anche alla chiamata della squadra di Coppa Davis per difendere i colori della propria bandiera nelle sfide a squadre.

Leggi anche: Coppa Davis Qualifiers: India, Corea ed Ecuador ribaltano tutti i pronostici.

- Advertisement -

La scalata nei Challenger asiatici

L’anno in corso ha segnato il vero cambio di passo. Sfruttando al massimo le brevi licenze concesse dai superiori, Kwon ha costruito una striscia di risultati positivi nel circuito Challenger che ha sorpreso molti addetti ai lavori. Da gennaio a maggio, ha macinato punti e avversari sui campi in cemento di mezza Asia, dimostrando una notevole solidità da fondocampo. Il primo sigillo stagionale è arrivato al NovaWorld Phan Thiet Challenger in Vietnam, seguito a stretto giro dal trionfo casalingo al Gwangju Open, dove ha infiammato il pubblico locale accorso a sostenere il proprio alfiere in licenza.

La conferma di questo anomalo e frammentato ritorno alle competizioni si è materializzata sui campi di Wuxi, in Cina. Superando in finale il beniamino di casa Buyunchaokete in due set, il sudcoreano ha incamerato il terzo trofeo dell’anno. Un filotto netto da diciassette vittorie e tre sole sconfitte complessive a livello Challenger, che lo ha rapidamente proiettato fino al numero 189 del ranking ATP. Una risalita verticale, costruita nei ritagli di tempo di una ferrea vita in caserma, che gli ha garantito l’accesso matematico e diretto al tabellone cadetto dei Championships londinesi.

L’erba di Roehampton e il ritorno in Europa

Il via libera per volare a Londra e competere nel Regno Unito certifica il riconoscimento delle gerarchie militari all’impegno del proprio atleta. I campi in erba di Roehampton, sede storica delle qualificazioni, da sempre ostici e insidiosi per i rimbalzi bassi, ospiteranno un giocatore che ha dovuto ricostruire la propria tenuta atletica e il ritmo partita lontano dalle accademie di alto livello e dai centri sportivi all’avanguardia. Kwon si presenta ai nastri di partenza con l’obiettivo concreto di strappare un pass per il tabellone principale, conscio che ogni singolo scambio sui prati britannici vale come un test per saggiare la propria competitività contro i frequentatori abituali del circuito maggiore.

L’assenza forzata dai grandi palcoscenici del tennis mondiale non ha intaccato le sicurezze tecniche del classe 1997. L’intero movimento tennistico asiatico osserva con attenzione le prestazioni del suo rappresentante più titolato, attendendo un ritorno a tempo pieno che si concretizzerà definitivamente solo al termine del servizio di leva. Nel frattempo, il circuito ritrova un atleta capace di adattarsi a condizioni operative e psicologiche ben più complesse di un rimbalzo irregolare o di un nastro sfavorevole.

- Advertisement -
Classifica Super Simulata FITP esclusiva TennisTalker
Ricerca avanzata giocatori TennisTalker

Instagram Gallery

Tennistalker Club - 15% sconto su Tennis Warehouse Europe