Dietro il talento imprevedibile e il carattere fuori dagli schemi di Alexander Bublik si cela una storia familiare intensa e dolorosa. A raccontarla è stato il padre Stanislav, suo primo allenatore, che in una lunga intervista si è aperto su un rapporto oggi profondamente incrinato
Le parole più forti riguardano proprio la distanza tra i due:
“Non sono io a non parlargli, è lui che non parla con me. Sono due cose molto diverse”, ha spiegato Stanislav, chiarendo come, secondo la sua versione, il silenzio parta dal figlio.
Il padre di Bublik ha poi provato a dare una lettura di questa rottura, collegandola non solo a questioni economiche ma anche a un nodo emotivo mai sciolto:
“Capisco che non voglia parlarmi. Così evita sia l’aspetto finanziario sia il confronto con tutto ciò che ho fatto per lui”.
Stanislav è stato la figura chiave nella crescita tennistica di Sasha, seguendolo praticamente a tempo pieno dagli 11 ai 20 anni. Un percorso costruito con sacrifici enormi, tanto da rinunciare a opportunità lavorative più redditizie per dedicarsi completamente alla carriera del figlio.
“Io volevo più di lui che diventasse un tennista”, ha ammesso con grande sincerità, raccontando come spesso Alexander gli dicesse:
“Papà, tu vuoi che io giochi a tennis più di quanto lo voglia io”.
Un rapporto, dunque, totalizzante, costruito interamente attorno al tennis. Stanislav non nasconde di aver spinto il figlio costantemente:
“Sempre. Non volevo che un giorno mi dicesse: perché mi hai lasciato a metà?”
Nel racconto emerge anche il tema economico, uno degli aspetti più delicati della vicenda. Secondo il padre, esisteva un accordo per cui il 20% dei premi ottenuti da Bublik sarebbe spettato a lui. Tuttavia, quel patto non sarebbe mai stato realmente rispettato.
“In tutta la sua carriera ho ricevuto 20.000 dollari. È tutto quello che ho guadagnato da mio figlio”, ha rivelato.
Nonostante il rapporto ormai freddo, nelle sue parole non emerge rancore verso i risultati sportivi del figlio. Anzi, Stanislav ha sottolineato di provare “solo gioia” per i successi di Alexander.
Tra i ricordi più significativi, ne spicca uno legato al 2019, quando Bublik entrò per la prima volta in top 50:
“Quella sera mi disse: ‘Papà, se non fossi stato così fanatico del tennis, forse non ce l’avrei mai fatta’”.




