Holger e Aneke Rune sono ancora bloccati e chiusi in hotel a Doha insieme al team del tennista, impegnato nella riabilitazione post infortunio
Un paio di giorni fa erano arrivati i definitivi aggiornamenti sulla “fuga” di Medvedev, Rublev e Khachanov da Dubai, un tragitto a più tappe resosi necessario per raggiungere il Masters 1000 di Indian Wells. La guerra che sta attanagliando il Medio Oriente però continua a tenere bloccati alcuni atleti, fra cui il danese Holger Rune. Il 22enne ex numero 4 ATP si trova infatti a Doha da qualche mese, per il percorso riabilitativo presso l’ospedale sportivo Aspetar.
Dopo aver osservato i colleghi impegnati nell’ATP 500 di qualche settimana fa, Holger è rimasto a Doha insieme al team e alla madre Aneke per proseguire l’iter medico post infortunio al tendine d’Achille. La grave crisi geopolitica mediorientale ha quindi colpito indirettamente il giovane atleta, che ora risulta bloccato a Doha e addirittura pare essersi confinato in hotel. Le notizie giungono direttamente dalla madre Aneke, arrabbiata con il governo danese per non aver disposto linee guida chiare per i propri cittadini in zone interessate dal conflitto.
La situazione della famiglia Rune a Doha
Aneke Rune ha rilasciato un’intervista al media danese BT, raccontando le difficoltà nel gestire la vita quotidiana in tempi di guerra e le possibilità vagliate per lasciare il Paese.
“Ho lavorato tutto il giorno al computer dopo che ci hanno fatto interrompere l’allenamento a causa di un bombardamento massiccio. Ho inviato alcune email e ho ascoltato ciò che è stato detto dopo la conferenza stampa di oggi. Non si vedeva tanta violenza qui da giorni“.
“Holger ha continuato la sua riabilitazione in hotel, perché non osavamo uscire e andare all’ospedale sportivo Aspetar, in quanto c’erano resti di missili caduti nelle vicinanze. Abbiamo la fortuna che vengano qui e lavorino con Holger quando non possiamo uscire. Avevamo la sensazione che la situazione si fosse un po’ calmata, e abbiamo proseguito con la nostra vita normale sperando che l’aeroporto riaprisse presto. Ora siamo di nuovo al punto di partenza“.
Nonostante i timori e gli allarmi incessanti, prosegue quindi la riabilitazione del tennista danese. La situazione resta però imprevedibile, e quindi anche per la famiglia Rune e il team di Holger sembra giunta l’ora di vagliare le opzioni per lasciare il Paese.
“Sono abituata a organizzare i viaggi, quindi ho in mente una possibile via d’uscita. Si tratta principalmente di decidere cosa sia più sicuro fare. Le società di sicurezza che abbiamo consultato dicono di restare. Ma è comunque difficile perché non si sa mai quando c’è un nuovo attacco, né quanto sia violento o vicino. Quindi è un po’ una cosa che ti tocca“, ha detto Aneke.
La madre di Holger Rune ha parlato anche della confusione e della difficoltà nel tracciare un percorso sicuro: “Se la situazione dovesse peggiorare, dovremmo dirigerci verso i paesi vicini e cercare di andarcene, o è meno rischioso aspettare che l’aeroporto riapra? Ci sono alcuni attacchi in tutto il Medio Oriente, quindi qual è la cosa più sicura da fare?“ ha così concluso. Insomma, non una situazione facile da gestire e sicuramente una vicenda che segnerà profondamente anche Rune.
La rabbia verso il governo danese
“Ci sono ancora possibilità di tornare a casa, ci sono compagnie aeree commerciali che volano”, queste le parole del il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen. Parole che hanno fatto infuriare i quasi 10.000 danesi bloccati in Medio Oriente, compresa mamma Rune.
“Ma che razza di sciocchezze sono? Non ci sono compagnie aeree commerciali che partono dal Qatar“, ha risposto Aneke. “L’unica possibilità è guidare per 7-12 ore fino agli aeroporti di altri paesi, sperando che non succeda nulla lungo la strada“.
“Non possiamo nemmeno ottenere un’assicurazione da compagnie private senza un ordine di evacuazione da parte del governo danese. Ma lo Stato non offre alcuna assicurazione”, ha poi proseguito.
“Ho preso atto della posizione della Danimarca nei confronti dei suoi cittadini, e naturalmente me lo ricorderò la prossima volta che dovrò esprimermi sul mio rapporto con l’essere cittadina danese”.
Secondo la madre Holger Rune avrebbe inoltre un’uscita assicurata, in quanto cittadino del Principato di Monaco, grazie al piano di evacuazione organizzato con il governo francese. Rune però non sembra intenzionato a lasciare sola la madre, dunque troveranno insieme un passaggio sicuro per lasciare Doha. Presto ulteriori aggiornamenti.




