La tennista marchigiana cammina a lungo sul filo del cornicione, annulla tre match point consecutivi nel terzo set a Zakharova e alla fine la spunta in poco meno di tre ore
[5] E. Cocciaretto b. A. Zakharova 6-2 6-7(3) 7-5
Elisabetta Cocciaretto ha battuto alla fine di una baruffa furibonda Anastasija Zakharova, collega russa attualmente rintracciabile alla posizione numero 105 del ranking WTA (ma già 79 nel settembre dello scorso anno), guadagnandosi un bel posticino nel tabellone principale del torneo di Dubai, secondo 1000 stagionale dopo quello di Doha dove pure Elisabetta ha fatto un figurone.
Scriveva opportunamente giusto ieri la nostra Vanna Rizzo che la tennista anconetana non ha paura di passare attraverso gli insidiosi setacci dei draw cadetti, e oggi Cocciaretto ha inteso non solo dimostrarlo, ma sottolinearlo, rimarcarlo ed evidenziarlo in arancio fluo. Oggi, a dire la verità, un po’ di paura l’azzurra deve averla provata, quando si è trovata a dover fronteggiare tre match point consecutivi al servizio sul 5-4 Russia al terzo, ma l’ha scacciata senza farsi prendere alla gola dall’ansia.
Aveva vinto un primo set dominandolo, Elisabetta, ma già dal secondo si era capito che il pomeriggio emiratino sarebbe stato complicato. Tutto in ordine fino al due pari, poi è scattata la baraonda: sei break nei successivi otto turni in battuta, ben tre quelli rimontati da Cocciaretto prima del tie break, perso male, o vinto bene da Zakharova, ora pienamente in partita.
Nel set decisivo è continuato a succedere di tutto, anche se a ben vedere l’unico break è stato quello portato a casa dalla giocatrice marchigiana nell’undicesimo gioco, quello che le ha permesso di andare a servire per chiudere l’incontro, impresa riuscita solo dopo aver cancellato una pericolosissima palla del contro break. Appena prima, come detto, Elisabetta aveva evitato per un soffio il rovescio schivando tre palle match avverse, verso la fine di una frazione da nove giochi ai vantaggi sui dodici in totale disputati.
Numeri che bastano e avanzano per dare la misura di una partita che sarebbe potuta finire da qualsiasi parte. Il fatto che sia finita dalla parte di Cocciaretto dice molto sul concetto – talvolta astratto ma pur sempre rilevante quando si parla di tennis – di fiducia.




