L’ex tennista Richard Gasquet si è espresso in modo molto negativo sull’attuale formato della Coppa Davis, etichettandolo come una catastrofe per l’immagine del tennis
La Coppa Davis, ultimamente, sembra non piacere proprio a nessuno. Le continue lamentele sul formato, sulla programmazione, e il confronto impietoso con il passato hanno ormai superato di gran lunga gli aspetti positivi. Anche Richard Gasquet ci ha tenuto a precisare il proprio disappunto, etichettano la gestione della competizione mondiale a squadre come “Una catastrofe per l’immagine del tennis“.
L’analisi disarmante di Gasquet sulla Coppa Davis
L’ex Top 10 ATP è da poco entrato a far parte dello staff francese di Coppa Davis, ed è stato presente a Le Portel per il sofferto successo della sua Francia contro la Slovacchia. Gasquet, intervistato da Tennis Actu, non ha perso l’occasione per esporre le proprie critiche sulla Davis partendo dalle defezioni della propria squadra. All’appello contro la Slovacchia mancavano infatti giocatori importanti, uno su tutti Ugo Humbert impegnato in quei giorni a Montpellier.
E proprio la concomitanza del torneo ATP 250 di Montpellier con una sfida di Coppa Davis della Francia, ha dato slancio alle argomentazioni dell’ex numero 7 ATP.
“Quando cambi la competizione in questo modo, sai benissimo che finirà così. Non è che cambiando formato ci sarebbero stati più giocatori, e queste assenze lo dimostrano. Inoltre, è un messaggio pessimo avere un torneo in Francia (Montpellier) nella stessa settimana di un incontro di Coppa Davis… Non sembra affatto professionale. Bisogna smetterla, perché è catastrofico per l’immagine del tennis e soprattutto della Coppa Davis“.
“La Coppa Davis merita i migliori giocatori. Quando vedi che il migliore degli avversari non gioca, e che altri non giocano, fa molto male alla competizione. È una delle più belle del mondo. Senza i top player, non assomiglia più a quello che era prima… anche se loro (gli organizzatori) pensavano sicuramente di fare meglio. Ma non è così“.
Rimpianti di una passata gloria della Davis per Gasquet, che non critica l’esistenza della competizione ma l’organizzazione generale del calendario. Troppo spesso, e in Italia ne sappiamo qualcosa con le assenze di Sinner e Musetti, capita di non aver a disposizione i migliori giocatori e questo fa perdere appeal al torneo. In passato giocare la Coppa Davis era un onore e uno dei primi pensieri in stagione, ora addirittura diventa quasi un fastidioso impegno extra campo.




