Esibizioni, tornei mirati e strade diverse verso Melbourne: come si preparano all’Australian Open i top 100 azzurri
Gennaio, nel tennis, non è un mese: è una sequenza di scelte. E per gli italiani dentro la top 100, l’inizio del 2026 racconta strategie diverse, calibrate su fisico, ranking e obiettivi immediati, con Melbourne come punto d’arrivo uniforme.
Per Jannik Sinner, il percorso è ormai da leader globale. Dopo la preparazione a Dubai, il numero due del mondo inaugura l’anno con una doppia parentesi extra-ranking: prima l’esibizione di Seul del 10 gennaio contro Carlos Alcaraz, poi il Million Dollar 1 Point Slam del 14 gennaio a Melbourne. Il 16 gennaio, nell’Opening Week degli Australian Open, l’ultimo test contro Felix Auger-Aliassime. Tennis non vero ma quasi, anche senza punti in palio.
Lorenzo Musetti sceglie invece una traiettoria più tradizionale ma non conservativa: rientro ufficiale il 5 gennaio a Hong Kong, poi Opening Week a Melbourne con sfida ad Alexander Zverev e infine passaggio al Kooyong Classic. Un percorso pensato per accumulare partite senza sovraccaricare il motore.
Diverso, e deliberato, l’avvicinamento di Matteo Berrettini. Nessun torneo ATP prima dello Slam, solo Kooyong come banco di prova. Una scelta di controllo, più che di prudenza, per un giocatore che conosce bene il proprio corpo e sa che non deve stressarlo oltre il limite.
Per Flavio Cobolli, la stagione comincia addirittura prima di Capodanno: dal 26 al 28 dicembre Flavio sarà protagonista alla World Tennis Continental Cup di Shenzhen, quindi United Cup dal 2 gennaio, Kooyong e Melbourne. Volume alto, ritmo immediato, in continuità con l’autunno scorso chiuso con il trionfo Davis.
Auckland è invece il punto di partenza per Luciano Darderi e Lorenzo Sonego, con il piemontese che anticipa a Hong Kong la settimana precedente. Brisbane e Adelaide segnano invece il ritorno strutturato di Matteo Arnaldi, già in Australia e con Marcel du Coudray nel box, mentre dalle qualificazioni di Brisbane riparte anche Mattia Bellucci, pronto a una stagione di riconferme tra i primi 100.
Chiude il quadro Luca Nardi, che sceglie Canberra: Challenger 125, pochi riflettori, tanta sostanza.
Non c’è un modello unico, ed è questo il dato interessante. C’è chi cerca partite, chi timing, chi solo sensazioni. Ma per tutti, senza eccezioni, gennaio è già tempo di decisioni pesanti, non di rodaggio. Melbourne aspetta, ma non perdonerà errori strategici eventualmente commessi nell’avvicinamento.




