Sotto l’albero che non c’è. Tra Marocco, Tunisia, Turchia e India, qualcuno tiene acceso il circuito mentre tutti gli altri festeggiano
A Natale il mondo fa quello che sa fare meglio: si siede, brinda, ripete per la terza volta “solo un assaggino” e dichiara sospese le ostilità. Il tennis, invece, ha un vizio antico: non conosce il verbo “fermarsi”. E così, mentre le grandi luci del Tour restano per un attimo abbassate, nel sottobosco professionistico — M15 e W15, la base dell’ecosistema — c’è chi scende in campo anche oggi, magari a mezzogiorno, magari con la testa ancora piena di fusi orari e la pancia che non può permettersi troppe concessioni.
Agadir
Sulla costa atlantica del Marocco, Agadir mette insieme una sensazione curiosa: aria di mare e tennis di trincea. La prima testa di serie è Diego Dedura Palomero, giovane ma già noto: il primo classe 2008 capace di vincere un match di livello ATP, lo scorso aprile ad Amburgo, contro Denis Shapovalov, con relativa esultanza “sopra le righe” che lo ha catapultato nelle cronache. Io, modestamente, l’ho pure incrociato dal vivo all’Aspria Harbour Club di Milano, addormentato su un divanetto in mezzo alla lounge in una scenetta da romanzo breve, con due bionde a completare il quadro. Qui, però, non c’è letteratura: c’è un torneo e c’è una piccola colonia italiana, quasi una gita natalizia concordata. In tabellone ci sono Noah Perfetti, Iannis Miletich, Federico Valle, Leonardo Primucci, Nicolò Toffanin, Silvio Mencaglia e Marco Migliorati, “2.5” del Circolo Tennis Bologna che rinuncia alle lasagne verdi per l’Atay della capitale del Souss.
Monastir
In Tunisia l’aria è simile, la temperatura dell’ambizione pure: un’altra truppa azzurra si affaccia tra i campi, con Gabriele Bosio, l’italiano da La Pampa Juan Cruz Martin Manzano e due nomi che sembrano usciti da un’antologia araldica: Felipe Virgili Bernini e Tobia Costanzo Baragiola Mordini. La testa di serie numero uno era il francese Florent Bax, numero 281 ATP, ma il torneo l’ha già salutato: ritiro al primo turno quando era sotto di un set e di un break contro l’australiano Chen Dong. A questi livelli succede spesso: qui la classifica è un’indicazione, non un salvacondotto.
Antalya
In Turchia, ad Antalya, niente italiani nel maschile e un favorito chiaro: Filip Cristian Jianu, rumeno, testa di serie numero uno e numero 279 del mondo. Anche qui si gioca “come se nulla fosse”, perché per chi sta inseguendo punti e ritmo la settimana tra Natale e Capodanno non è un’intercapedine: è una corsia.
Due W15 in parallelo
Monastir e Antalya raddoppiano con due tornei femminili, in quella routine quasi permanente che le due località si sono ritagliate grazie a un clima docile e a un’ospitalità che il tennis “di base” conosce bene. In Tunisia guida la greca Sapfo Sakellaridi, delfina di una famiglia in cui il tennis è un dialetto domestico: lei e i fratelli Stefanos, Michalis e Dimitris, tutti con la racchetta in mano prima ancora di scegliere una materia preferita a scuola. Qui ci provano due azzurre: Carolina Gasparini e Giulia Alessia Monteleone. In Turchia la prima favorita è la giapponese Rinko Matsuda; niente italiane, ma spunta Alizé Lim, che molti associano ormai soprattutto al commento su Eurosport: la sua presenza in tabellone, però, suggerisce che la parentesi da giocatrice non è stata archiviata del tutto: o almeno, non senza un’ultima verifica sul campo.
Solapur
Infine Solapur, la “Manchester indiana” per la densità dell’industria tessile: niente italiane e anche qui una piccola scossa iniziale. La coreana Johyun Park, che guardava il tabellone dall’alto come prima testa di serie, è già uscita: eliminata dalla russa Maria Golovina. Un promemoria ulteriore: nei W15 e negli M15 il Natale non addolcisce nessuno, e il match che sembra più semplice è spesso quello che ti manda a cena. Se la cena, poi, la fai.




