Fra tante risate la squadra campione del mondo ha concluso il percorso in Coppa Davis celebrando il lavoro del gruppo
Il gruppo è più importante del singolo. Questa è la lezione che l’Italia di Capitan Volandri ha dato al mondo, ma anche ad un paese che era rimasto sconvolto dal non avere i suoi due migliori giocatori. Del resto lo aveva detto Sinner, come si è più volte sottolineato ieri, ma bastava guardare alla magnifica stagione fatta da Cobolli, alla preparazione fatta da Berrettini per arrivare prontissimo a Bologna, e alla coppia Bolelli/Vavassori, una delle più forti al mondo, per dire che l’Italia era una squadra forte.
“Il segreto sono loro, i ragazzi, che mi aiutano moltissimo. Io chiedo loro disponibilità e so che ogni volta che lo faccio, loro e tutte le persone che non vedete qui oggi, mi aiutano. Credo sia stata una gestione che ha avuto coraggio e in cui ho fatto delle scelte per il bene della squadra, mai per me, anche se sarebbero state più comode ho messo sempre la squadra davanti a tutto” – ha dichiarato Filippo Volandri, che in questa Davis ha potuto far vedere maggiormente le sue qualità nel creare gruppo, nell’essere un grande comunicatore, ma anche un capitano che ascolta le esigenze dei propri giocatori in maniera umile. Una leadership perfetta.
I momenti più divertenti
Oltre alle sagge parole di Volandri, le risposte degli azzurri sono state anche molto divertenti, in linea con lo spirito di celebrazione di un traguardo storico. Cobolli, il protagonista di questa Davis, ha concluso un anno magnifico (ricordiamo che è arrivato al 17esimo posto del ranking: è già tra i primi nove di sempre!) festeggiando come si deve. Alla domanda di un giornalista in inglese: “dove hai trovato le energie per rimontare?“, Cobolli ha aspettato per rispondere, confuso dalla festa post-partita, e poi è scoppiato in un mare di risate sollecitate dai compagni. “Eh dai Fla, abbiamo da fare” – scherza il team, riprendendolo con il telefono.
Altro momento divertente è stato quando al tennista romano è stato chiesto se avesse visto delle partite della Davis del 1976. Cobolli ha detto scherzando: “Non ero nato” – poi ha continuato “ho visto la serie”. “Parlamene” – gli ha chiesto la giornalista – “Eh ch’è, un’interrogazione” – ha risposto simpaticamente l’azzurro.
Nel finale c’è stata anche un’esilarante risposta da parte di Berrettini, che con questa Davis ha potuto far rivedere al mondo le sue qualità di leader all’interno dello spogliatoio, nonché il suo grande talento tennistico – le ultime partite nel circuito avevano fatto già ben sperare e come era prevedibile a Bologna ha dato il 100% se non di più di quello che oggi può dare. Alla domanda su se non ci saranno problemi a giocare all’Australian Open 3 set su 5, Matteo ha risposto: “Tutto pronto, stai tranquillo Ubaldo, fammi fare due tre, bocce di vino e vado diretto” – terminando nel migliore dei modi – con un sorriso – la conferenza.




