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WTA Linz: Alexandrova vince il torneo al termine di una finale da lettino dello psicanalista

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La russa batte Yastremska e conquista il sesto titolo in carriera. Tanti rimpianti per Dayana, che entra in campo con un set e mezzo di ritardo

[4] E. Alexandrova b. [5] D. Yastremska 6-2 3-6 7-5

Non sapremo mai se davvero, come in molti dicono, il tennis sia lo sport preferito del diavolo, ma sicuramente è una disciplina molto strana. Per redigere un’accurata cronaca della finale appena conclusasi in Alta Austria sarebbe apprezzata, e quantomai utile, la consulenza di uno psicanalista; uno molto preparato, possibilmente.

Ekaterina Alexandrova ha vinto la partita sfatando finalmente la maledizione che sembrava perseguitarla: la russa giocava per la terza volta la finale a Linz avendo fallito nei due precedenti tentativi: nel 2018 perse contro Camila Giorgi, mentre lo scorso anno fu Jelena Ostapenko a strozzarle l’urlo di gioia in gola. Considerato come a un certo punto si stavano mettendo le cose, nella sfida per il trofeo al cospetto di Dayana Yastremska, la povera Ekaterina avrebbe di certo gradito l’assistenza dello specialista dal proprio angolo.

Vinto in scioltezza il primo set e portatasi sul 3-0 nel secondo grazie a una prestazione solidissima e approfittando della marea di errori non forzati messi a referto da Yastremska, la tennista da Celjabinsk si era trovata in meno di un’ora a tre game dalla vittoria. Ma a questo punto, con un piede e mezzo nella fossa e un set e mezzo di ritardo, l’ucraina ha deciso di scendere in campo: cambiata l’espressione del viso, Dayana è inopinatamente entrata per i successivi trenta minuti in una fragorosa trance agonistica, cavalcando la quale ha vinto nove giochi consecutivi senza far toccare la palla all’allucinata avversaria.

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Per rendere il pomeriggio ancora più difficile a giornalisti e allibratori, tuttavia, Yastremska, che aveva a quel punto l’inerzia completamente dalla sua, ha spento di nuovo la luce, consentendo ad Alexandrova di recuperare punteggio e colorito. Rientrata sul tre pari, la numero 30 WTA ha avuto anche due chance di break nel settimo gioco cancellate dall’ucraina; break che la russa ha acciuffato comunque nell’undicesimo, manco a dirlo nel modo più imprevedibile, ossia rimontando la semifinalista dell’Australian Open 2024 che era parsa comoda al servizio sul 40-0. Tortuosa, figuriamoci, anche la sessione in battuta per chiudere il torneo: Alexandrova è riuscita nell’occasione a non concedere palle break, ma le sono stati necessari cinque match point prima di potersi sciogliere in un sorriso profondamente liberatorio. Liberatorio per lei, il suo staff, gli spettatori al palazzetto e tutti gli aficionados a casa.

Yastremska, funerea, è scappata nello spogliatoio, forse spaventando gli organizzatori che a un certo punto devono aver temuto che Dayana non si sarebbe prestata ai propri doveri protocollari. Rientrata l’emergenza, Alexandrova ha potuto finalmente sollevare il sesto trofeo della sua carriera a livello di circuito WTA, un anno e mezzo dopo l’ultimo hurrà a ‘s-Hertogenbosch.

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