Anche Lucrezia Stefanini è stata vittima della piaga degli scommettitori, l’italiana è stata minacciata di morte per un match di qualificazioni a Indian Wells
Una Lucrezia Stefanini amareggiata quella apparsa in un video, caricato da lei stessa sui propri canali social, in cui ha denunciato delle minacce gravissime ricevute. Amareggiata e delusa da chi circonda lo sport che ama, il tennis, che pratica a livello professionistico da più di 10 anni. La tennista azzurra, impegnata ieri nelle qualificazioni al WTA 1000 di Indian Wells, è stata l’ennesima vittima degli scommettitori.
Il racconto di Lucrezia
“Ieri verso l’una ho ricevuto un messaggio Whatsapp, dove mi minacciavano di morte in caso di vittoria della partita di ieri (qualificazioni a Indian Wells). Minacciavano me, la mia famiglia, hanno nominato i miei genitori, sapevano dove sono nata“.
Minacce dirette con tanto di indirizzo di casa e nomi dei familiari, il tutto per obbligarla a perdere il match contro Victoria Jimenez Kasintseva. Il fenomeno delle minacce da parte degli scommettitori sembra ormai aver varcato ogni confine di sopportazione. Quelli che prima erano “solo” commenti sui post social, si sono ora trasformati in messaggi e chiamate ai numeri privati. Era accaduta una vicenda simile un mese fa allo spagnolo Sanchez Izquierdo, costretto alla sconfitta a Rosario dopo una telefonata minatoria.
La gravità nel caso di Stefanini non si è limitata alle parole. A corredo delle minacce, l’azzurra ha raccontato di aver ricevuto “la foto di una pistola“.
“Racconto questa cosa perché penso non sia stato giusto mettermi questa pressione negativa prima di un match, e farmi sentire non al sicuro. Sono andata subito a denunciare alla WTA, che mi ha messo a disposizione più sicurezza, mi ha fatta accompagnare alla macchina dopo il mio match. Tutto il torneo si è mobilitato per farmi sentire al sicuro“.
Per quanto sia apprezzabile il pronto intervento degli organi di competenza, sembra arrivato il momento di fare qualcosa in più. Il giro economico intorno al tennis è ormai spropositato, ma tolti sponsor e investimenti, l’aspetto delle scommesse è il vero fulcro del problema. In ogni parte del mondo, sia per vie legali che illegali, le scommesse spingono le persone (non i veri tifosi) a compiere gesti folli. Ciò non si riflette solo sulle prestazioni, ma anche sulla mente di atleti e atlete che inevitabilmente sceglieranno con più attenzione quando e dove giocare.
Questa delle scommesse, una vera e propria piaga, era prima limitata solo ai “tornei minori” dove attorno c’era meno controllo ed era più semplice per loro pilotare i risultati. Il fatto che però Stefanini sia stata “colpita” in un evento 1000 la dice lunga, e dovrebbe essere un allarme per tutti. Non esistono tornei minori e maggiori quando si parla di minacce, e il fatto che i dati privati dei tennisti finiscano in mano a delinquenti è un problema che riguarda tutti.
“Ho lottato comunque fino all’ultimo per vincere la mia partita“, ha raccontato Lucrezia. L’incontro l’ha davvero giocato fino all’ultimo, perdendo però 4-6 6-4 6-4.
“Non posso permettermi e non posso permettere a queste persone di intimidirmi o condizionarmi per il mio lavoro. Penso che questo sia un lavoro ma anche un piacere, un divertimento, e quindi non gli ho dato peso e non posso credere che questo sport sia diventato così. Ho denunciato e continuerò a farlo ogni volta che mi arriveranno questi messaggi“.
L’intervento di Angelo Binaghi
Sulla questione è prontamente intervenuto Angelo Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, che con fermezza si è ovviamente schierato al fianco della tennista.
“Le minacce subite da Lucrezia Stefanini sono un fatto gravissimo e intollerabile. L’invio di immagini di armi, la conoscenza di dati personali e le intimidazioni rivolte a un’atleta rappresentano un salto di qualità inquietante che nulla ha a che fare con lo sport“.
“Chi pensa di poter condizionare una partita attraverso la paura, o di colpire una giocatrice per interessi legati alle scommesse, deve sapere che si muove su un terreno criminale. Si tratta di comportamenti che meritano un’immediata risposta giudiziaria“.
«La Federazione è al fianco di Lucrezia senza esitazioni. Chiediamo l’identificazione e la punizione dei responsabili e pretendiamo che il sistema internazionale rafforzi in modo drastico i meccanismi di tutela degli atleti. Lo sport non si tocca. E chi lo minaccia deve pagarne le conseguenze“.
Una risposta netta e decisa del Presidente Binaghi, che invoca giustamente un sistema più solido per contrastare questo grave fenomeno. Stefanini fra l’altro è solo l’ultima delle vittime degli scommettitori, che anche se in forma “più lieve” si erano accaniti su Mattia Bellucci solo pochi giorni fa.
Il caso Bellucci
Il 24enne di Busto Arsizio aveva denunciato pubblicamente la ricezione di alcuni messaggi fortemente aggressivi, in merito alla sconfitta al primo turno a Delray Beach. Mattia aveva infatti perso il match d’esordio con il serbo Kecmanovic, scatenando probabilmente l’ira ingiustificata di chi aveva scommesso sulla vittoria dell’italiano.
“Spero che tu muoia in un incidente di macchina e che i tuoi genitori facciano la tua stessa fine“.
“Perché non smetti di giocare a tennis, stupido figlio di p…“
“Quanto c…sei scarso? Spero che ti romperai tutto“.
Da mettere ben in evidenza le parole scritte a un professionista, un giovane ragazzo intento a costruirsi una carriera e una vita, intimidito e offeso solo per aver perso un incontro. La rabbia e la violenza crescente dovrebbero preoccupare non solo tennisti e tenniste, ma tutti gli organizzatori di eventi tennistici e gli organi generali di ATP e WTA. Alla lunga questo dramma di scommettitori e scommesse non sarà più tollerabile, e il rischio è che il tutto sfoci in qualche vicenda ancor più grave.




