Dopo il successo alle WTA Finals e il premio record da Guiness dei Primati, Rybakina si conferma campionessa schiva, ma che quando ha qualcosa da dire lo fa senza tanti giri di parole
Elena Rybakina, ha conquistato la prima vittoria del suo Paese alle WTA Finals e ha guadagnato il più grande premio in denaro nella storia del tennis femminile. In un’intervista a Tengrinews.kz, Elena ha condiviso le sue emozioni sulla stagione e ha parlato dei suoi obiettivi personali.
Dopo una stagione trionfale, con tre titoli conquistati, la numero 5 del mondo adesso sta trascorrendo del tempo a Dubai. Ha confessato che il piacere più grande ora è… mangiare! Dopo mesi di dieta ferrea e disciplina assoluta, Rybakina si è goduta il primo vero lusso post-season: il cibo. “Ho una dieta rigorosa quando gioco: pochi dolci, meglio niente. Appena concluso il torneo, mi sono concessa torte e pasticcini. Ho festeggiato bene, anche con una torta personalizzata col logo WTA.”
A Dubai, dove sta recuperando dalle fatiche della stagione, ha partecipato al concerto di uno dei suoi cantanti preferiti, Teddy Swims: “Amo la sua voce. Sono stata invitata, ed è capitato che fossi già a Dubai”.
Una stagione difficile, poi la svolta
L’inizio d’anno è stato complicato, anche a causa dei cambiamenti nel team. “Ci è voluto tempo per ritrovare il ritmo”, spiega. Ma dopo tanti match e un lavoro continuo durante i tornei, tutto è andato al suo posto. Il sostegno del pubblico kazako, dice, è stato decisivo
Il premio record? “È il futuro del tennis”
Dopo la vittoria alle Finals si è parlato molto del premio record vinto da Rybakina – il più grande nella storia del tennis femminile – e le è stato chiesto se secondo lei sia giusto che cinque partite valgano più del titolo di Wimbledon. “Credo che i tornei stiano aumentando i montepremi, è solo questione di tempo. Fra qualche anno saranno più equilibrati. Sono felicissima che la battaglia delle generazioni precedenti per ottenere premi più equi stia dando risultati. La direzione è quella giusta”.
No man or woman in professional tennis, and no athlete in the history of women’s sport, has been so handsomely rewarded 🤑https://t.co/USuA5e2jh2 pic.twitter.com/fevMLCZq2h
— Guinness World Records (@GWR) November 13, 2025
Sabalenka e le altre
Il video di Aryna Sabalenka che, dopo aver perso le Finals proprio contro Rybakina sembra lanciarle una provocazione, ha fatto il giro del web, ma la kazaka non si scompone: “Me l’hanno mandato, sì l’ho visto, ma non prendo mai nulla sul personale. Abbiamo giocato tante volte contro, la rispetto.”
Le viene poi chiesto di fare un gioco: rimanere in silenzio fino a quando non sente il nome di una giocatrice “migliore di lei”.
- Paolini? Silenzio.
- Andreeva? Silenzio.
- Sharapova? “Sharapova, sì! Almeno per numero di Slam. Avrei voluto giocarci contro. È una leggenda del tennis. Anche Swiatek, Sabalenka e Serena Williams entrerebbero nella lista: i risultati parlano”.
“Voglio Slam, Olimpiadi e una famiglia”
E’ stato chiesto a Rybakina di completare questa frase: “Mi ritirerò quando…” e la risposta non lascia scampo ad incertezze o dubbi. “Vorrei ottenere tutto: vincere altri Slam, una medaglia olimpica e costruire una famiglia. Non so quando accadrà, ma mi piacerebbe realizzarli tutti insieme.”
Sui celebri scatti in cui bacia i trofei, Elena sorride: “Sono i fotografi a chiederlo. Ormai è una tradizione”. E conferma di guidare ancora la Porsche vinta a Stoccarda, nonostante all’epoca non avesse nemmeno la patente.
La possibilità di giocare il misto con Alexander Bublik alle Olimpiadi resta aperta, ma non imminente. “Prima delle Olimpiadi se ne parlava, ma io ero concentrata sul singolare. In futuro è possibile, dipende da calendario e forma fisica. Ma per ora la priorità resta il singolare, per entrambi.”
Rybakina è nota anche per la sua freddezza, al contrario del suo possibile compagno di doppio Bublik, ma lei svela: “Anche io a volte sono furiosa in campo, ma cerco di controllarmi. Non voglio dare un cattivo esempio ai bambini. Spesso buttare fuori la rabbia non mi aiuta. Cerco sempre di essere neutrale.”




