E’ notizia di poco fa che l’australiano Thanasi Kokkinakis utilizzerà il suo ranking protetto (numero 84) per entrare nel tabellone principale del Roland Garros. Ma come funziona esattamente questa regola? Scopriamo chi può richiederla, come si calcola e quali sono i limiti del “salvagente” più prezioso del circuito
Nelle scorse ore è arrivata la conferma ufficiale: Thanasi Kokkinakis entrerà di diritto nel tabellone principale del singolare maschile al prossimo Roland Garros. L’australiano non dovrà passare per le qualificazioni e lo farà avvalendosi del suo Ranking Protetto (PR) alla posizione numero 84.
Ogni volta che si avvicina un torneo dello Slam o un Masters 1000, accanto al nome di alcuni giocatori compare questa sigla: “PR” (dall’inglese Protected Ranking). Spesso se ne parla, ma in pochi sanno esattamente quali siano i paletti imposti dall’ATP e dalla WTA. Ecco una guida chiara per capire come funziona questa norma del tennis.
Cos’è il Ranking Protetto?
Immaginate il Ranking Protetto come una sorta di assicurazione sportiva o un “salvagente”. Nel tennis, la classifica si basa sui risultati delle ultime 52 settimane: se non giochi, perdi punti e precipiti inesorabilmente. Senza questa regola, un tennista costretto a un lungo stop per infortunio (o una tennista in maternità per esempio) si ritroverebbe azzerato, costretto a ripartire dai circuiti minori (Challenger o ITF) o a chiedere Wild Card agli organizzatori dei tornei per poter giocare nel circuito maggiore. Il PR evita tutto questo, “congelando” la posizione per quando ci sarà il rientro nel circuito.
I requisiti: chi può chiederlo e quando
Non basta però saltare un paio di mesi di tornei per avere diritto al Ranking Protetto. I circuiti sono molto severi:
- Il limite dei 6 mesi: per poter fare richiesta formale all’ATP o alla WTA, il giocatore deve essere stato fisicamente assente dalle competizioni ufficiali per un periodo minimo di 6 mesi continui.
- Le motivazioni: viene concesso esclusivamente per infortuni documentati, gravi problemi di salute o, nel circuito femminile, per gravidanza e maternità.
Come viene calcolato? La regola dei 3 mesi
Questa è una delle curiosità meno note del regolamento: il ranking protetto non corrisponde esattamente alla posizione che il tennista occupava il giorno dell’infortunio.
Per capire il perché, bisogna ricordare che la classifica del tennis è un sistema a scarto basato sulle ultime 52 settimane. Quando un tennista smette di giocare, i suoi punti non vengono azzerati all’improvviso, ma “scadono” man mano che passano i mesi e non si difendono i risultati dell’anno precedente. Di conseguenza, per trovare un compromesso equo, l’ATP e la WTA non congelano la classifica al suo picco massimo, ma calcolano la media matematica della posizione del giocatore durante le 13 settimane (circa 3 mesi) successive al suo ultimo match.
Per capire meglio, facciamo un esempio pratico. Immaginiamo un tennista di fantasia e chiamiamolo Andrea. Andrea gioca il suo ultimo torneo a inizio gennaio e in quel momento è il numero 10 del mondo. Purtroppo si infortuna gravemente e deve fermarsi per otto mesi.
Ecco cosa succede alla sua classifica nel trimestre successivo allo stop:
- Primo mese: Andrea è fermo. Iniziano a scadere i punti dei tornei che aveva giocato nel gennaio dell’anno precedente. La sua classifica inizia a scendere e lui oscilla tra la posizione n. 10 e la n. 15
- Secondo mese: scadono i punti di febbraio dell’anno prima. Andrea scivola ancora indietro, oscillando fra la posizione n. 15 e la n. 22
- Terzo mese: scadono anche i punti primaverili. La classifica di Andrea accusa il colpo e scende fino alla posizione n. 30
Allo scoccare esatto dei tre mesi dall’infortunio, l’ATP prende le posizioni che Matteo ha ricoperto in ciascuna di queste 13 settimane e ne calcola la media matematica. Se il risultato di questa media è, ad esempio, 18, quando Andrea rientrerà nel circuito il suo Ranking Protetto sarà 18, non 10.
Questa media serve a riflettere in modo più realistico il “peso” del giocatore in quel periodo. Tornando al caso reale di Thanasi Kokkinakis, il suo PR al numero 84 è la media matematica di come la sua classifica è lentamente scesa nel trimestre successivo alla sua ultima apparizione ufficiale.
A cosa serve e il suo limite
Il Ranking Protetto ha uno scopo preciso e un limite altrettanto netto:
- Cosa permette di fare: serve esclusivamente per l’iscrizione ai tornei (Entry List). Ti permette di entrare direttamente nel tabellone principale
- Cosa NON permette di fare: Usare il PR non ti garantisce lo status di testa di serie. Le teste di serie vengono stabilite usando il ranking reale di quella specifica settimana.
Questo dettaglio può creare un problema per il primo turno: un giocatore che rientra nel circuito può entrare in un torneo con un PR da Top 20, ma avendo un ranking reale molto più basso, non sarà testa di serie. Il risultato? Rischia di affrontare uno dei favoriti al primo turno, diventando una “mina vagante” pericolosissima per i top player.
Inoltre i giocatori con RP non possono essere ripescati come Lucky Loser e neanche per entrare alle Atp Finals di fine anno.
Quanto dura? I limiti del bonus
Il Ranking Protetto non dura per sempre. È un aiuto temporaneo per permettere all’atleta di ricostruire la propria classifica reale. La sua durata dipende da quanto tempo il giocatore è rimasto fuori:
- Assenza tra 6 e 12 mesi: Il PR può essere usato per un massimo di 9 tornei o comunque entro 9 mesi dal rientro.
- Assenza superiore a 12 mesi: Il bonus sale a un massimo di 12 tornei o 12 mesi dal rientro.
Inoltre, ci sono limiti specifici sull’uso del PR nei tornei dello Slam, per evitare abusi della regola.
I grandi campioni che ne hanno usufruito, Berrettini incluso
Kokkinakis è solo l’ultimo di una lunghissima serie. Negli ultimi anni, complici i calendari sempre più fitti e il logorio fisico, tantissimi fuoriclasse hanno dovuto ricorrere a questa regola per rientrare nel circuito che conta senza dover ripartire da zero.
L’esempio più emblematico recente è senza dubbio quello di Rafael Nadal. Nel 2024, il campione maiorchino ha utilizzato il suo PR (fissato al numero 9) per tornare a competere nei tornei più prestigiosi dopo il suo lunghissimo stop. E proprio Rafa è stato il perfetto esempio della “trappola” delle teste di serie citata in precedenza: al Roland Garros 2024, essendo in gara con il PR ma senza testa di serie (poiché il suo ranking reale era bassissimo), il sorteggio lo ha messo clamorosamente di fronte ad Alexander Zverev (allora numero 4 del mondo) già al primissimo turno!
Nel circuito femminile, la regola (nella sua variante per la maternità o per infortunio) ha salvato le carriere di ex numero uno come Naomi Osaka, ma anche di giocatrici bloccate da problemi fisici come Paula Badosa ed Emma Raducanu. Tra gli uomini, veterani come Marin Cilic, Kei Nishikori e Milos Raonic ne hanno fatto ampiamente uso per continuare a competere nei tornei dello Slam.
Anche l’Italia ha beneficiato di questa regola, in particolare con Matteo Berrettini. Dopo il tormentato periodo di infortuni iniziato dopo lo US Open del 2023 – problemi legati alla caviglia – e durato oltre sei mesi, l’azzurro si è ritrovato con una classifica reale crollata. Al momento del rientro nella primavera del 2024, Matteo ha potuto sfruttare il suo Ranking Protetto (fissato al numero 74) per garantirsi l’accesso diretto ai tabelloni principali di tornei importantissimi come i Masters 1000. Questo salvagente è stato fondamentale: gli ha permesso di evitare le faticosissime qualificazioni, dandogli il tempo e le energie necessarie per ritrovare la forma fisica e ricostruire i suoi punti reali per tornare a competere direttamente nel circuito maggiore.
Grazie a questo sistema, i giocatori che devono restare a lungo fuori dal circuito a causa di un infortunio possono dormire tranquilli: Parigi li attende!




