TennisTalker MagazineNewsATPVagnozzi: "Il mio ruolo con Sinner? Io sono il poliziotto cattivo, Cahill..."
Pubblicato in:

Vagnozzi: “Il mio ruolo con Sinner? Io sono il poliziotto cattivo, Cahill…”

- Advertisement -

Simone Vagnozzi è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, dove ha parlato del trionfo a Montecarlo, del torneo di Madrid e nel suo ruolo nel team Sinner

Jannik Sinner è pronto ad esordire al Masters 1000 di Madrid, torneo che lo ha visto al massimo arrivare ai quarti di finale in carriera. Quest’anno però l’azzurro ci arriva decisamente in maniera diversa rispetto al passato avendo vinto il torneo di Montecarlo, il quarto Masters 1000 consecutivo dopo i trionfi a Shanghai, Indian Wells e Miami. Proprio le tante vittorie accumulate nelle ultime settimane avevano fatto sorgere dei dubbi sulla presenza o meno di Jannik in Spagna. L’azzurro però è arrivato a Madrid in condizione come ha dichiarato anche Simone Vagnozzi. Il coach dell’altoatesino è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, dove ha prima spiegato le ragioni della decisione di giocare Madrid: “Abbiamo avuto tanto tempo per allenarci a Indian Wells e siamo preparati. Jannik già durante Montecarlo è sempre stato meglio col passare del tempo. Se non fossimo venuti a Madrid sarebbe passato troppo tempo tra quel torneo e Roma. Lui sta bene, non c’è da preoccuparsi”.

Verso il Roland Garros

Successivamente, Vagnozzi ha discusso sulla gestione di tutti i tornei che Sinner dovrà affrontare nei prossimi mesi, quindi anche Roma e Roland Garros, con quest’ultimo che resta l’obiettivo principale: “Non c’è miglior allenamento della partita. Quando un giocatore vince e gioca bene spreca meno energie. Puoi allenarti tre mesi benissimo, ma se arrivi alla prima partita senza ritmo, sprechi più benzina di uno che è in fiducia. Bisogna trovare equilibrio, essere flessibili, adattarsi. Vediamo quando finirà qui il torneo e in base a quello programmeremo gli allenamenti. Abbiamo fatto questa scelta perché crediamo sia la migliore per tutta la stagione sulla terra”.

Vagnozzi-Cahill, un duo perfetto

Il coach di Ascoli Piceno ha affrontato come è stato gestito il rapporto fra lui e Darren che è stato essenziale nella crescita di Sinner negli ultimi 4 anni: “Penso che sia stato fondamentale che tra noi non ci sia mai stato un numero uno o numero due. All’inizio ci siamo conosciuti, poi abbiamo condiviso la stessa visione su Jannik. Abbiamo capito dove lavorare ognuno nel proprio ambito. A volte, un po’ come nei matrimoni, è necessario fare un passo indietro per far funzionare le cose…”.

- Advertisement -

Vagnozzi ha anche dato un simpatico confronto fra la sua metodologia e quella di Cahill che si coniugano alla perfezione: “Io sono il rompiballe… Sono quello che deve dire le cose scomode. Il poliziotto cattivo, diciamo. Darren è più allegro, quello che stempera le tensioni”.

Sul futuro

Infine non è mancata una domanda sul futuro. Al coach è stato chiesto se si vedrebbe sulla panchina di un altro tennista, ma la risposta è stata piuttosto chiara: “Al momento no, ma magari Jannik potrebbe aver voglia di cambiare prima o poi, di non sentirsi dire le cose sempre dalla stessa persona. E comunque penso che i grandi coach siano quelli capaci di ottenere grandi risultati con diversi giocatori. Come Darren, ad esempio”.

- Advertisement -
Classifica Super Simulata FITP esclusiva TennisTalker
Ricerca avanzata giocatori TennisTalker

Instagram Gallery

Tennistalker Club - 15% sconto su Tennis Warehouse Europe