Il giovane spagnolo rimonta De Jong e vola al secondo turno contro De Minaur, ma il pubblico scarseggia tra prezzi elevati e scelte organizzative controverse
A Madrid nasce, o forse si conferma, una nuova stella del tennis spagnolo. Rafael Jodar continua la sua scalata bruciando le tappe: dopo aver conquistato il primo titolo ATP a Marrakech e aver raggiunto la semifinale a Barcellona, il giovane iberico si è imposto anche all’esordio nel Masters 1000 della capitale.
Contro l’olandese Jesper de Jong, Jodar ha dovuto sudare più del previsto, rimontando con carattere e qualità per strappare il pass per il secondo turno. Ad attenderlo ora ci sarà un banco di prova importante, l’australiano Alex de Minaur, avversario solido e tra i più in forma del circuito.
Eppure, a far notizia non è soltanto quanto accaduto in campo. A sorprendere è stata soprattutto l’atmosfera sugli spalti: lo stadio, infatti, si presentava insolitamente semi deserto per un evento di tale livello e per un talento di casa in piena ascesa.

Una situazione che apre interrogativi sulle scelte organizzative del torneo. Da un lato, la significativa porzione di posti riservata ai box VIP (quelli grigi nella foto) riduce la disponibilità per il pubblico generalista, dall’altro, i prezzi medi dei biglietti risultano particolarmente elevati, in alcuni casi persino superiori a quelli dei tornei dello Slam.
Il risultato è un contrasto evidente: mentre in campo emergono nuovi protagonisti capaci di accendere l’entusiasmo, sugli spalti si fatica a ricreare quell’energia che dovrebbe accompagnare le grandi occasioni. Madrid si gode il talento di Jodar, ma resta il dubbio che il pubblico, almeno per ora, sia rimasto fuori dai cancelli.




