Fermo ai box per infortunio, il fuoriclasse murciano si confessa al podcast “Iguales” del Mutua Madrid Open. Dalla guerra psicologica con il “cabrón” Murray all’ossessione per il golf: ecco il Carlos segreto tra gaming, “marineras” e crescita personale
Carlos Alcaraz non sta di certo vivendo il Madrid Open che sognava alla vigilia. L’infortunio al polso lo ha costretto a rinunciare alla terra rossa della Caja Mágica, ma lo stop forzato gli ha permesso di sedersi ai microfoni di Iguales, il podcast ufficiale del torneo, per una lunga intervista.
“Andy Murray? È un b******o”
Il rapporto tra Alcaraz e Murray sui campi da golf è ormai risaputo, ma Carlos ha voluto raccontare i dettagli di una sfida che è diventata una vera guerra di nervi: “Andy è un cabrón (un bastardo, ndr), adora punzecchiarmi”, ha raccontato ridendo.
Il murciano ha svelato un divertente retroscena: dopo aver pareggiato i conti in una sfida a coppie a Londra (Alcaraz giocava con il suo ex coach Juan Carlos Ferrero, Murray con un professionista locale), Carlos si era vantato del risultato in un’intervista sul campo da tennis. La reazione della scozzese però era stata inaspettata: “Si è offeso, si è fatto serio. La partita successiva che abbiamo giocato non mi rivolgeva quasi la parola”. Un silenzio che ha spiazzato lo spagnolo, ora sotto 2-1 nella serie a coppie. “Se giochiamo uno contro uno mi distrugge, ma imparerò”.
L’obiettivo da vero agonista: Handicap 5 entro l’anno
Ma il golf per Carlos non è solo uno svago, è una sfida contro se stesso. Durante il podcast, Alcaraz ha rivelato il suo grande obiettivo per il 2026 fuori dal campo: raggiungere Handicap 5. “È difficile, lo so, ma ci sto dedicando tantissime ore appena posso. Mi piace perché è poco lesivo, sei circondato dalla natura e nessuno ti disturba. Nel golf la mente deve essere presente al 100% su ogni colpo; a volte mi dimentico persino del telefono o delle chiamate che devo fare perché sto già pensando a come approcciare la buca successiva”.
Il “nuovo” Carlos
Rispetto al 2023, Alcaraz si sente una persona diversa. “A 19 anni le decisioni che prendi sono quasi tutte sbagliate, per questo lasciavo che il mio team mi guidasse in tutto. Oggi ho voce e voto. Posso dire quando ho bisogno di fermarmi, quando voglio allenarmi e cosa mi serve”. Un cambiamento legato alla maturità acquisita che si riflette anche nella gestione della pressione, che oggi vive con molta più calma e naturalezza rispetto a tre anni fa.
Casa, Gaming e “Marineras”
Nonostante i premi Laureus (dove è stato premiato come sportivo dell’anno) e la fama mondiale che lo insegue ovunque vada, Carlos resta legato alle sue radici murciane. Cosa gli manca di più quando è nel tour? “Dormire nel mio letto e mangiare una ‘marinera’ (Ndr:un tipico antipasto di Murcia a base di insalata russa e acciughe)”.
E quando non è sul campo o sul green? Alcaraz ha svelato il suo lato “gamer”. Se un tempo era un fanatico di FIFA (ora FC), oggi la sua nuova ossessione è su PC: “Gioco tantissimo a TFT (Teamfight Tactics) con mio fratello e i miei amici”.
In attesa di rimettere piede in campo, Carlos continua a sognare anche l’altro suo grande obiettivo: scendere a Handicap 5 e riuscire finalmente nell’impresa di battere Sir Andy sul green.




