TennisTalker MagazineNewsDarderi saluta Parigi tra rabbia e malanni: "Devo operarmi alle tonsille"
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Darderi saluta Parigi tra rabbia e malanni: “Devo operarmi alle tonsille”

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L’azzurro cede a Comesana dopo una maratona di 5 set e svela il suo calvario fisico: “Sono malato da un anno, non dovevo nemmeno scendere in campo”. Ora si ferma per l’intervento

Le fatiche del rosso parigino hanno presentato il conto. La terra battuta richiede uno sforzo cardiovascolare massimale e una tenuta alla distanza che non ammette sconti. Il tabellone segna l’avanzata dell’argentino Comesana, bravo a capitalizzare il calo fisico dell’avversario e a chiudere un match estenuante. L’attenzione della sala stampa si è però spostata rapidamente dal rettangolo di gioco alla cartella clinica. Davanti ai microfoni, il tennista ha spiegato le ragioni di una tenuta atletica ridotta all’osso, svelando un retroscena tenuto nascosto per mesi.

È già da un anno che devo operarmi alle tonsille perché sono sempre malato“, ha dichiarato a margine dell’incontro. Una confessione chiara, priva di alibi ma necessaria per contestualizzare le difficoltà respiratorie e i continui cali di energia registrati negli ultimi tornei. La condizione cronica ha compromesso l’intera preparazione allo Slam francese, portando il giocatore a forzare i propri limiti già dal match d’esordio. “Non mi piace dirlo prima dei tornei, però devo operarmi appena possibile. Nemmeno contro Ofner dovevo entrare in campo”, ha ammesso con sincerità.

Un match scivolato via e i nervi a fior di pelle

L’analisi tecnica della partita contro Comesana riflette esattamente questo quadro clinico. Il rammarico principale resta legato alle fasi iniziali del confronto. Avanti per 4-2 e 30-0 nel primo parziale, l’azzurro ha subito il rientro dell’avversario, mancando l’opportunità di indirizzare la gara su binari meno dispendiosi. Da quel momento, il match si è trasformato in una maratona fisica e nervosa, un terreno scivoloso per un atleta alle prese con un’infezione latente e difese immunitarie abbattute.

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L’argentino ha servito con solidità, facendo saltare molto la palla e sfruttando il supporto incessante del proprio pubblico. L’ambiente sugli spalti ha aggiunto ulteriore carico a una situazione già complessa. Sul punteggio di 5-3 per Comesana nel quinto set, la tensione ha superato il livello di guardia. Dopo aver scagliato la racchetta a terra per pura frustrazione, un tifoso dagli spalti ha provocato l’azzurro urlandogli “Spaccala, spaccala”, innescando un momento di forte nervosismo che ha sfiorato il faccia a faccia. Un episodio che certifica l’esaurimento delle riserve mentali prima ancora che fisiche.

La pausa forzata e la riprogrammazione

La necessità di ricorrere al bisturi impone uno stop immediato alla programmazione. Giocare ad alti livelli nel circuito maggiore con una tonsillite cronica significa esporsi a continui sbalzi termici, febbri improvvise e recuperi rallentati. Il tennis professionistico non concede margini di errore sul piano atletico e la decisione di operarsi appare l’unica via percorribile per garantire un prosieguo di carriera all’altezza degli standard ATP.

Resta da valutare l’impatto di questo stop sul ranking e sulla imminente stagione sull’erba. I tempi di recupero per una tonsillectomia in età adulta richiedono settimane di riposo prima di poter riprendere i carichi di lavoro intensivi. L’obiettivo sarà ricostruire la condizione aerobica da zero, eliminando definitivamente la zavorra dei malanni ricorrenti. La priorità assoluta passa dal tavolo operatorio; solo a riabilitazione completata lo staff tecnico valuterà i tempi per il rientro nei tabelloni principali.

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