Boris Becker è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, dove ha commentato il momento attuale di Jannik Sinner
Boris Becker era presente in tribuna nel momento in cui Jannik Sinner ha sollevato per la prima volta il trofeo degli Internazionali d’Italia consegnatogli sul campo dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da Adriano Panatta, vincitore del trofeo esattamente 50 anni fa. Panatta che sarà presente anche per consegnare il trofeo al vincitore del Roland Garros quest’anno e che ha già avvertito l’azzurro di aspettarlo. “Sembra scritto nelle stelle…”, dice Becker alla Gazzetta a proposito di una vittoria di Jannik Sinner, data la presenza dell’ex campione italiano. Ovviamente il tedesco vede nell’azzurro il grande favorito, ma non esclude delle possibili insidie rappresentate sia dagli avversari ma soprattutto dalle energie a disposizione dopo questo traguardo, il 6° Masters 1000 consecutivo, che definisce ‘Storico’.
“Questa è la sfida più grande”, dice Becker riguardo ad una possibile mancanza di energie di Sinner dopo aver giocato così tanto. “Credo che abbia fatto bene a tornare in montagna, a Sesto Pusteria. È il modo migliore per ricaricare le energie, stare lontano dal rumore e scegliere di stare con la famiglia e gli amici”.
Riguardo ai potenziali avversari, l’ex 6 volte campione Slam fa alcuni nomi: “Magari Zverev, è molto forte sulla terra e ha un conto aperto con Parigi. Poi ovviamente Ruud. Mi piace molto Jodar: sono un suo grande fan, credo diventerà una stella. Mi piace il suo stile, il modo in cui si comporta: è umile, non arrogante”. Becker vede però soprattutto nei Next Gen delle mine vaganti: “Sì. I giocatori della sua generazione spesso perdono la partita già negli spogliatoi perché hanno già perso tante volte con lui. I più giovani invece giocano liberi, senza paura, senza aspettative e questo li rende più pericolosi“.
Infine nell’intervista l’ex tennista ha sottolineato una qualità che spicca al di sopra di tutte in Sinner fra fisico, mente e tattica: “Questi ingredienti insieme compongono una miscela esplosiva, ma credo che tutto parta dalla mente. La sua mentalità è impareggiabile. Il 95% dei giocatori, dopo aver vinto Montecarlo o aver iniziato una striscia come la sua, perderebbe un po’ di focus nel torneo successivo. Jannik, invece, è l’opposto: alza il trofeo, si fa una doccia, dorme un po’, e pochi giorni dopo ricomincia subito da capo. Questa è una capacità che ho trovato solo tra i più grandi”. E se lo dice Boris Becker bisogna crederci.




