La marchigiana saluta gli Internazionali d’Italia al terzo turno, ma guarda avanti con fiducia: “Giocare sul Centrale resterà un ricordo speciale. Ora penso al Roland Garros”
Il divario con Iga Swiatek resta ancora evidente, ma Elisabetta Cocciaretto lascia gli Internazionali d’Italia con la consapevolezza di aver comunque vissuto una settimana importante. Sul Centrale del Foro Italico, la 25enne marchigiana si è arresa nettamente alla polacca, incapace di trovare continuità contro il ritmo e l’intensità dell’ex numero uno del mondo.
Per il secondo anno consecutivo Cocciaretto non è riuscita a strappare più di un game a Swiatek, ma in conferenza stampa ha scelto di affrontare la sconfitta con lucidità e anche con un sorriso.
“Quest’anno ho giocato dieci minuti in più”, ha scherzato inizialmente, per poi analizzare il match con maggiore profondità: “Lei mi mette oggettivamente in difficoltà. Però credo che oggi non sia riuscita a esprimermi al meglio. Con una condizione migliore e con un po’ più di sfrontatezza avrei potuto darle più fastidio”.
L’azzurra ha comunque sottolineato gli aspetti positivi del suo torneo romano, arrivato dopo settimane complicate dal punto di vista fisico. Dopo Madrid, infatti, Cocciaretto era rimasta ferma per alcuni giorni a causa di un problema al ginocchio e aveva potuto preparare il torneo solo parzialmente.
“Non mi aspettavo di giocare tre partite qui”, ha ammesso. “Porterò sempre con me l’atmosfera del Centrale e il sostegno del pubblico. Questa partita mi insegna che anche quando non mi sento al meglio devo cercare di essere più libera mentalmente. Quando so di non stare bene, tendo a irrigidirmi”.
Nel bilancio finale resta quindi più di una nota positiva, anche perché Roma rappresentava soprattutto un test verso il Roland Garros, ormai alle porte. “È giusto riflettere sulla partita, ma fino a un certo punto. Tra due settimane c’è Parigi e adesso voglio concentrarmi sul recupero per arrivarci nelle migliori condizioni”.
Infine, Cocciaretto ha parlato anche della differenza che ancora separa le giocatrici di seconda fascia dalle grandi dominatrici del circuito, citando Aryna Sabalenka, Coco Gauff e la stessa Swiatek.
“Le migliori non rallentano mai”, ha spiegato. “Nei momenti importanti spingono ancora di più e hanno una consapevolezza incredibile. Noi che siamo un po’ dietro, invece, spesso ci facciamo condizionare dalle emozioni o dalla paura di perdere”.




