La giovane stella del tennis mondiale Tyra Grant si racconta a TennisTalker: le emozioni degli Internazionali d’Italia, il salto di qualità mentale e gli obiettivi per il 2026
È appena maggiorenne – ha compiuto 18 anni poco più di un mese fa – ma Tyra Grant ha già il carattere di una veterana. Per il secondo anno consecutivo è al Foro Italico per gli Internazionali BNL d’Italia, grazie ad una wild card della Federazione, che sta giustamente puntando molto su di lei. Reduce dal tennis esplosivo messo in mostra a Madrid Open e da una maturità sempre più evidente, la giovane azzurra si è raccontata in esclusiva a TennisTalker per fare il punto sul suo tennis, sulle sue origini e sul suo futuro.
La consapevolezza di Roma e il salto di qualità
Tornare a Roma è sempre speciale, ma per Tyra quest’edizione del torneo ha un sapore decisamente diverso rispetto al debutto dell’anno passato.
“L’emozione di giocare al Foro è sempre grandissima. Ma la differenza maggiore è che l’anno scorso era tutto nuovo: ero appena diventata italiana, giocavo il mio primo ‘Mille’ in casa ed era tutto un ‘wow’ ovunque mi girassi. Quest’anno arrivo con una consapevolezza diversa.”
Una nuova consapevolezza e una fiducia crescente, maturate grazie agli ottimi risultati ottenuti nell’ultimo periodo. Reduce dalla qualificazione al main draw del Madrid Open e dal successo all’esordio contro Elsa Jacquemot, numero 62 del mondo, Tyra Grant ha messo in mostra tutto il suo tennis potente ed incisivo, dominando il match dall’inizio alla fine.
Il segreto del successo di Madrid
Alla base dell’ottimo percorso di Tyra Grant al Madrid Open c’è il cammino costruito nei tornei che lo hanno preceduto: “Penso che le partite giocate prima siano state fondamentali. Arrivavo da due match in cui ero partita con difficoltà, al di là del risultato, proprio a livello di sensazioni. Riuscire a uscirne vincitrice e soprattutto con sensazioni positive, sentendo finalmente che stavo giocando bene, mi ha aiutato tantissimo a entrare in campo con una serenità sempre maggiore“.
A fare la differenza è stato anche il tempo prezioso passato sui campi in terra rossa per riabituarsi alla superficie: “Avevo fatto un ottimo torneo a Santa Margherita di Pula. Magari può sembrare una stupidaggine, ma tra quello e altri tornei avevo messo insieme un po’ di partite. Avendo finito l’anno precedente giocando tanto sul cemento, avere già tutti questi match sulle spalle sulla terra battuta mi ha aiutato moltissimo fin dall’inizio, perché mi ha permesso di entrare in campo subito sicura e aggressiva“.
Fondamentale inoltre la mirata ed intensa preparazione fisica: “Abbiamo lavorato molto sulla parte atletica, sugli spostamenti e sul cardio“, ha spiegato Tyra. “Purtroppo ho dovuto fare una preparazione più lunga per via di alcuni infortuni, ma col senno di poi mi sta aiutando tantissimo“.

Una scelta di cuore: l’Italia e la Billie Jean King Cup
Nata a Roma da mamma italiana e papà americano (l’ex cestista Tyrone Grant), Tyra ha iniziato il suo percorso tennistico sotto la bandiera degli Stati Uniti, ma ha poi scelto definitivamente di difendere i colori azzurri.
“Chiunque mi conosca sa che mi sento molto più italiana, sia nei modi di fare sia negli atteggiamenti. Ho sempre vissuto e studiato qui, e qui ci sono i miei amici. È una scelta che ho sempre avuto chiara in mente.”
Una scelta che il destino ha voluto subito mettere alla prova in maniera inaspettata: poco dopo il passaggio ai colori azzurri, Tyra è stata convocata in Billie Jean King Cup, trovandosi ad affrontare proprio gli Stati Uniti in finale. “Una coincidenza simpatica più che scomoda” ammette sorridendo. “Stiamo parlando delle due federazioni che stanno lavorando meglio nel tennis femminile in questo momento“.
Il tennis visto da Tyra
Attualmente intorno alla posizione 260 del mondo, Tyra sa bene che a 18 anni il ranking è solo un numero temporaneo: “Una ragazza della mia età può essere 300 e valere da 180, non vuol dire molto. Ciò che conta è il gioco”.
E parlando del suo tennis, Tyra ha le idee molto chiare sulla propria identità in campo: “Sono molto aggressiva, cerco di iniziare subito il punto facendo male, sia col servizio che con la risposta, dove mi sento molto sicura“. Un gioco di spinta, ma con una spiccata preferenza tattica: “Mi piace girarmi sul diritto e per questo trovo molto agevole giocare sulla terra rossa, perché ti dà il tempo per farlo“.
Ma, rispetto alle classiche “picchiatrici”, l’azzurra predilige la geometria del campo e le variazioni: “La cosa che forse mi differenzia da molte giocatrici aggressive è che cerco sempre di costruirmi il punto. Mi piace usare la palla carica, il back, gli strettini; non sono una che cerca di tirare il vincente al terzo colpo. Preferisco giocare una palla magari un po’ più alta con rotazione e poi una più piatta. Penso che saper gestire e giocare diversi tipi di palla, nel tennis moderno, faccia molta differenza“.
L’ispirazione “Sinner”
Avendo mosso i primi passi a Bordighera sotto la guida di Riccardo Piatti, il percorso di Tyra ha inevitabilmente incrociato quello di Jannik Sinner. Nessun accostamento azzardato, sia chiaro: Tyra sa bene che i loro stili e i loro caratteri in campo sono diversi. Aver condiviso la stessa matrice formativa e averlo potuto osservare da vicino mentre cresceva, le hanno comunque permesso di trarre un’ispirazione preziosa.
“Jannik ha una tenuta mentale incredibile. È un giocatore che riesce a stare molto ‘piatto’ ed equilibrato in campo. Per come sono io, se sto completamente piatta rischio di spegnermi, ho bisogno di tanta energia. Ma guardando Jannik ammiro la sua capacità di ricominciare ogni punto come se nulla fosse successo. Il fatto che lui abbia pochissimi alti e bassi è una cosa da cui cerco di prendere spunto“.
La pressione, la “bolla” del tennis e gli obiettivi 2026
Tutta l’Italia la guarda come la futura numero uno azzurra, ma questo non la spaventa, anzi. “A me fa molto piacere“, racconta Tyra. “Oggettivamente, ho sempre avuto tanti occhi addosso da quando sono piccola, quindi non è una cosa che mi butti giù. Quando leggo o sento queste cose le prendo sempre con un sorriso. Però poi sul concreto, in campo oppure la sera prima di giocare, sinceramente non ci penso neanche”.
Quando le chiedo se la Tyra Grant che vediamo in campo sia la stessa di quando non impugna una racchetta, risponde senza esitazioni: “Credo che la persona che si vede in campo rispecchi tantissimo quella che sono fuori. Sono una ragazza piena di energia, a cui piace scherzare. Se ci si ferma a guardare i miei allenamenti, si nota che non c’è mai un momento di eccessiva serietà e questo mi dà molta serenità. Alla fine, tutto questo mi porta a giocare più sciolta e a commettere meno errori”.
Ricordandole una sua bellissima riflessione fatta in passato – “Il tennis è un ambiente che ti tiene lontana dai rischi dell’adolescenza” – le chiedo in che modo senta che questo sport la stia aiutando a crescere: “Penso che noi tennisti viviamo in una bolla, oggettivamente. Crescendo da Piatti ho vissuto in un ottimo ambiente: magari uscivamo il pomeriggio e poi andavamo al mare, ma era tutto un contesto super sicuro, con zero pericoli. Penso che il nostro ambiente, alla fine, ci porti a crescere molto isolati dai brutti giri“.
Guardando a questo 2026, Tyra non vuole sentir parlare di numeri e classifiche, ma ha dei target ben chiari in mente: “Cerco di non darmi obiettivi di ranking, perché da un torneo all’altro tutto può cambiare completamente. Dire ‘voglio finire l’anno 150’ ha poco senso. L’obiettivo a livello di tornei è cercare di entrare negli Slam, ovviamente. Ma i miei veri obiettivi sono di crescita, legati al campo, alla palestra e alla mente. Tra un anno, che io sia numero 150 o 200 non mi cambia niente; ma se miglioro tecnicamente e mi do degli obiettivi sul gioco, quelle sono cose che mi porterò dietro nel futuro“.
TennisTalker e un futuro tutto da scrivere
C’è stato spazio anche per una battuta finale sul suo legame con TennisTalker, una vera e propria passione nata da bambina: “Da piccola non avevo ancora il telefono, ma su quello di mia mamma era forse il sito che usavo di più! Ogni due per tre andavo a vedere con gli amichetti le classifiche per confrontarci… era uno dei siti più utilizzati senza ombra di dubbio. E mio fratello Tyson (Ndr: giovane tennista anche lui) lo usa tantissimo ancora oggi!”.

Il talento c’è, la testa e la determinazione pure. E mentre il Foro Italico la accoglie a braccia aperte, la sensazione è che il nome di Tyra Grant lo leggeremo sempre più spesso, e sempre più in alto, nelle classifiche mondiali.
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