Il numero 1 domina la Race 2026 con 3900 punti: i risultati fin qui bastano, numeri alla mano, per pensare già alle ATP Finals
C’è un modo semplice per dirla: a metà aprile Jannik Sinner ha già messo insieme abbastanza punti per guardare a Torino senza fare calcoli. Non è ancora ufficiale, ma nella pratica siamo lì.
La Race dice 3900 punti. Dentro ci sono gli 800 della semifinale in Australia, i 100 dei quarti a Doha e soprattutto i 3000 dei tre Masters 1000 vinti di fila tra Indian Wells, Miami e Montecarlo. Un blocco pesante, costruito in poche settimane.
Negli ultimi anni una cifra così è sempre bastata per entrare tra i primi otto. Nel 2025, per esempio, l’ultimo a qualificarsi – Auger-Aliassime – si è fermato a 3845. Sinner oggi è già sopra, con tutta la stagione davanti.
Per Jannik sarebbe la quinta partecipazione al gran galà di fine anno: nel 2021 entrò da riserva con 3015 punti, che gli consentirono peraltro di chiudere per la prima volta in vita sua una stagione nella top ten, a soli vent’anni. Nel 2023, prima qualificazione “vera”, chiuse quarto nella Race con 5490. Oggi è già a 3900 prima ancora della parte centrale della stagione.
Torino, nel frattempo, è diventata casa per il ragazzo da Sexten. Prima la finale del 2023 ceduta a Novak Djokovic (dopo aver battuto lo stesso Djokovic nel round robin al termine di un match memorabile), poi le vittorie back-to-back nel 2024 e nel 2025 senza lasciare per strada nemmeno un set. Jannik è il califfo del sottotetto moderno, e il Palasport Olimpico di Torino è diventata negli anni la sua palestra personale.
Nel frattempo si è a malapena completato il primo terzo di stagione: Sinner, già sicuro di arrivare agli Internazionali d’Italia da numero uno del mondo stante la rinuncia di Carlitos Alcaraz a giocare il “Mille” di Madrid, ha da mesi il mirino puntato sul bersaglio grosso del 2026, il Roland Garros dolorosamente sfuggitogli lo scorso anno. Poi ci sarà tempo di pensare al resto, anche alle Finals.




