TennisTalker MagazineNewsDa Barcellona al possibile ritiro a Basilea o Atene: la "roadmap" dell'ultima stagione di Wawrinka
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Da Barcellona al possibile ritiro a Basilea o Atene: la “roadmap” dell’ultima stagione di Wawrinka

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Sconfitto da Baez a Montecarlo, lo svizzero saluta per sempre il torneo vinto nel 2014 e svela il dietro le quinte della sua ultima stagione nel circuito. Poi l’annuncio sui prossimi tornei e la location a sorpresa per il ritiro definitivo

Stan Wawrinka ha salutato per l’ultima volta la Pista Centrale del Masters 1000 di Montecarlo, il teatro che esattamente dodici anni fa, nel 2014, lo vide alzare al cielo il trofeo. A fare da guastafeste ci ha pensato l’argentino Sebastian Baez (vincitore per 7-5, 7-5), ma l’attenzione è stata tutta per “Stan the Man”.

Sfumata così la sfida da sogno contro Carlos Alcaraz, che affronterà invece Baez, a 41 anni, il conferenza stampa lo svizzero ha tracciato un bilancio di questo periodo, svelando la titanica fatica fisica che si nasconde dietro quest’ultima “danza” nel circuito maggiore.

“A 41 anni tutto richiede più tempo”

Vietato pensare che l’ultimo anno di Wawrinka nel circuito sia una semplice passerella d’onore per raccogliere applausi. Le sue parole sono quelle di chi non vuole mai arrendersi: “Non pianifico nulla, ma se voglio giocare tutto l’anno devo mantenere una mentalità ultra-competitiva. Sono ancora un atleta: entro in campo per vincere, non posso semplicemente presentarmi lì e godermela solo perché è l’ultima volta e il risultato non conta. Mi metto un’enorme pressione per cercare di vincere ancora“.

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Ma il prezzo da pagare, a 41 anni, è altissimo: “Voi vedete solo cosa succede sul campo con lo stadio pieno, ma dietro c’è un lavoro immenso. Richiede una disciplina spietata e sacrifici enormi. A questa età tutto richiede più tempo: serve più allenamento, più recupero, più preparazione fisica, più cure. Ci sono settimane davvero durissime, ma lo faccio perché il tennis è la mia passione. È un privilegio”.

Il calendario dell’addio e la meta (a sorpresa) per il ritiro

Ma dove potremo ammirare ancora il rovescio ad una mano di Wawrinka prima che la racchetta finisca definitivamente al chiodo? Lo svizzero ha raccontato la sua “Roadmap”: “La prossima settimana giocherò a Barcellona, poi probabilmente farò le qualificazioni a Roma e Ginevra. Spero di poter giocare il Roland Garros e Wimbledon, sull’erba. Poi Gstaad, Estoril, e spero l’US Open, magari passando per le quali a Cincinnati o in un Challenger. Di sicuro ci sarò a Lione e a Basilea”.

Proprio il torneo di casa a Basilea sembra il palcoscenico naturale per l’addio definitivo a fine stagione, ma Stan spiazza tutti con una inaspettata alternativa: “Basilea? Ci sono buone probabilità che sia l’ultimo, sì. Ma l’anno scorso ho giocato ad Atene, è stato un torneo incredibile e l’ho adorato. Quindi, forse, potrei giocare la mia ultima partita proprio lì”.

Dalla fattoria agli Slam

Mentre la sua carriera si avvia al naturale tramonto, Wawrinka ricorda da dove tutto è partito: “Sono cresciuto in una fattoria, sognavo di diventare professionista con l’unico obiettivo di dare il massimo ogni singolo giorno per superare i miei limiti. Non mi sono mai prefissato di diventare numero 1 al mondo o di vincere i tornei del Grande Slam. Volevo solo essere un giocatore migliore. Ed è quello che, alla fine, sono riuscito a fare“.

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