TennisTalker MagazineNewsI tennisti bloccati a Dubai: l'ATP cerca un modo per gestire la situazione molto delicata
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I tennisti bloccati a Dubai: l’ATP cerca un modo per gestire la situazione molto delicata

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L’estrema situazione delicata a Dubai, il destino dei giocatori bloccati in Medio Oriente

L’ATP ha convocato una riunione d’urgenza per le ore 18.00, secondo quanto riportato da “Marca”. Si deve risolvere la critica situazione, che coinvolge i tennisti in Medio Oriente. Numerosi atleti si trovano attualmente bloccati a Dubai da diverse ore: le restrizioni dello spazio aereo negli Emirati Arabi Uniti provocate dai ripetuti attacchi iraniani stanno fermano la partenza dei tennisti. 

Il vertice mira a valutare la sicurezza dei professionisti e a pianificare le prossime mosse. I giocatori non intendono lasciare il Paese senza garanzie sulla sicurezza dei voli. Questa paralisi logistica minaccia seriamente la partecipazione al primo Masters 1000 dell’anno, l’Indian Wells. Il tabellone principale inizierà questo mercoledì 4 marzo e i finalisti e i protagonisti delle fasi conclusive del torneo di Dubai rischiano di saltare l’evento californiano, essendo al momento impossibilitati a decollare. Tra questi ci sono Daniil MedvedevTallon Griekspoor e Andrey Rublev.

Cosa sta passando Daniil Medvedev

In seguito alle preoccupanti notizie che giungono dal centro cittadino, il campione russo ha espresso tutta la sua preoccupazione per l’attuale fase di stallo: “Regna l’incertezza, non abbiamo ancora indicazioni chiare sulla data della nostra partenza”.

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In un brusco passaggio dall’entusiasmo per la vittoria celebrata tra i fuochi d’artificio al clima di apprensione per le complicazioni logistiche, il mondo del tennis si ritrova faccia a faccia con la cronaca internazionale. In questo momento, ogni velleità sportiva passa in secondo piano rispetto alla tutela della sicurezza, mentre si attendono sviluppi sulla riapertura dei corridoi aerei per il rientro.

Anche Holger Rune è bloccato in Medio Oriente con la famiglia

Anche Holger Rune sta affrontando ore di grande apprensione, condividendo lo stesso destino di molti colleghi attualmente bloccati nel Golfo. Il tennista danese si trova a Doha, presso il centro specializzato Aspetar, per recuperare dalla rottura del tendine d’Achille subita lo scorso ottobre. La sua riabilitazione è stata scossa dall’improvvisa escalation militare: agli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran è seguita la risposta di Teheran, con lanci di missili che hanno preso di mira diverse basi americane nella regione, colpendo anche le vicinanze della capitale qatariota.

La madre dell’atleta, Aneke Rune, ha descritto ai microfoni di TV2 Sport la drammatica notte vissuta: «È stato un incubo, abbiamo dormito pochissimo. Il buio rendeva tutto più terrificante, tra esplosioni continue e scie di fuoco nel cielo. Abbiamo cercato conforto presso la reception, dove il personale è stato eccezionale, prima di riuscire a riposare un po’ in camera». Aneke ha poi sottolineato lo stato d’animo del figlio: «Holger era terrorizzato. Siamo sommersi da immagini e notizie di raid ovunque. Il nostro volo per oggi è stato ovviamente soppresso e al momento non abbiamo alcuna certezza su quando potremo lasciare il Paese».

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