Le parole di Luciano Darderi dopo la finale persa con Francisco Cerúndolo a Buenos Aires tra la stima per l’avversario, l’obiettivo della top 20 e il futuro in Coppa Davis
“Con la pioggia il campo era più pesante. A Cerúndolo scappava poco la palla ed è stato più aggressivo di me. All’inizio ero un po’ teso e nel primo set non ho concretizzato tante palle break. Il tennis è questo”. Con grande sincerità, Luciano Darderi analizza in conferenza stampa la sconfitta in finale contro l’amico Francisco Cerúndolo, verso il quale non sono mancate parole di affetto e di stima. “Fran è un grande amico, durante l’anno stiamo tanto insieme e sono davvero contento che abbia vinto lui. È la sua terza finale qui ed è il numero uno in Argentina”.
La top 20 e la Coppa Davis tra Italia e Argentina
Raggiungendo la finale, Luli si è avvicinato ulteriormente alla top 20. “Sono molto vicino alla top 20, il mio obiettivo principale. Martedì si ricomincia e il tennis è uno sport difficile perché giochi tutte le settimane. Allo stesso tempo, però, è anche bello perché hai sempre nuove opportunità”.
Immancabile, infine, la domanda sul suo futuro in Coppa Davis tra l’Italia e l’Argentina, argomento già toccato dal papà e allenatore Gino Darderi (LEGGI QUI LE SUE PAROLE). “In questo momento sto rappresentando l’Italia. Vorrei giocare la Coppa Davis per la squadra italiana, ma fin qui non sono mai stato convocato. Se l’Italia mi chiama sono disponibile, però non posso prevedere il futuro”.
Toccanti anche le parole verso il papà Gino. “Mio padre? Per me è tutto. In alcuni momenti avrei voluto smettere di giocare a tennis, specie dopo la scomparsa di mia nonna, ma lui mi ha sempre spronato. Mi sostiene ogni giorno e non si aspetta mai nulla in cambio. Merita un grande riconoscimento perché a lui devo tutto”.




