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Tsitsipas ammette la crisi: “Ho vissuto momenti che non voglio ricordare”

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Eliminato a Rotterdam, Tsitsipas svela le difficoltà e i piani per ritrovare il suo miglior tennis

Dopo l’eliminazione nell’ATP 500 di Rotterdam, Stefanos Tsitsipas ha parlato apertamente del periodo più complesso della sua carriera, facendo intravedere una fragilità inaspettata.

Sconfitto da Botic van de Zandschulp, Tsitsipas ha ammesso che il vero avversario non era dall’altra parte della rete. Le sensazioni raccontate parlano di insicurezza, mancanza di fiducia e di un percorso di ricostruzione ancora in atto.

Intervistato prima da Bolavip e poi da Puntodebreak, Tsitsipas ha spiegato di sentire il bisogno di “ricostruire completamente” il proprio tennis, partendo da fondamentali come il servizio, oggi ritenuto troppo vulnerabile nei momenti chiave.

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Il greco, dopo essere uscito dalla top ten, ha spiegato di aver attraversato un periodo in cui non riusciva più a divertirsi: “Lo scorso anno è stato diverso da qualsiasi altro. Ho avuto un grave infortunio alla schiena e ho passato molti mesi lontano dai tornei. Mi sentivo un semplice osservatore del tennis e del circuito ATP, piuttosto che un partecipante attivo”, ha raccontato.

Il percorso di recupero ha avuto un forte impatto dal punto di vista psicologico: “Per mesi non sapevo se sarei riuscito a mantenere il mio livello o addirittura a continuare a giocare. Ad un certo punto ho smesso di godermi il tennis. Il gioco diventa meno importante, e la salute diventa la cosa più importante della tua vita. Anche all’inizio di quest’anno avevo molte incertezze sul mio futuro”.

Ammette che il problema alla schiena è ancora presente e richiede attenzione costante, ma c’è anche un segnale incoraggiante: è tornato a competere senza dolore. “La schiena è quella che è, e posso solo aspettare e consultare più specialisti possibile”.

Tsitsipas ha raccontato anche della fatica del tennis professionistico: un circuito che non si ferma mai, fatto di obblighi, pressioni e aspettative costanti. Un mondo che offre enormi opportunità, ma che a volte non lascia spazio per rallentare, nemmeno quando il corpo e la mente ne avrebbero bisogno.

E poi la frase più forte quando Tsitsipas dice di aver attraversato momenti così difficili “che preferirei non doverne mai parlare”.

Oggi, però, il greco si dice più lucido, più sereno, determinato a vivere il circuito senza trasformare ogni giornata in una battaglia contro sé stesso. A Rotterdam c’è stato uno stop precoce, ma potrebbe anche rappresentare una nuova partenza.

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