Il best ranking raggiunto, il grande Challenger giocato a Bergamo e un livello tennistico che cresce sempre di più: ecco chi è Andrea Guerrieri e cosa ha raccontato a TennisTalker
Un 2025 in costante crescendo per Andrea Guerrieri, capace di mettere in bacheca due titoli ITF, a Ljubljana e Offenbach, e di spingersi fino alla finale di Santa Margherita di Pula. Il miglior risultato stagionale è però arrivato sul finale d’anno, quando ha centrato per la prima volta i quarti di finale in un torneo Challenger a Bergamo, arrendendosi soltanto al tie-break del terzo set contro Justin Engel.
Mancino, dal tennis regolare e solido, Guerrieri si è confermato anche a Bergamo come giocatore competitivo a questi livelli. Fuori dal campo Andrea è un ragazzo sereno, educato e sempre disponibile, qualità che si riflettono anche nel suo modo di stare in campo e di affrontare il lavoro quotidiano. Proprio sul cemento lombardo ha firmato una delle vittorie più prestigiose della sua carriera, superando al primo turno la seconda testa di serie Billy Harris, numero 101 del ranking mondiale come best ranking. Un successo non isolato: il tennista aveva già battuto il britannico a Francavilla nel 2024.
Come si vivono certi match?
Affrontare giocatori più avanti in classifica, in palcoscenici sempre più importanti, è una sfida che Guerrieri vive con lucidità e consapevolezza. “Giocare in questi palcoscenici ti dà tanta carica ed energia. Quando entro in campo contro questi giocatori li conosco, so che risultati hanno ottenuto e la classifica parla per loro. So che devo alzare il livello per entrare subito in partita e provare a portare il match dalla mia parte. Contro Harris è stato un gran match e sapevo cosa dovevo fare per vincere, anche perché ci avevo già giocato. Contro Engel purtroppo non è andata come speravo: è un giovanissimo molto affermato, con una classifica già importante. Il match si è deciso su pochissimi punti, come spesso accade quando c’è equilibrio. Ma ci sono ottime cose da portare a casa”.
L’inizio del 2026
Il 2026 si è aperto nel segno della continuità. Guerrieri ha superato le qualificazioni al Challenger di Nottingham battendo Hurrion e Arnaboldi, mentre a Glasgow ha eliminato il classe 2006 francese Malige prima di cedere a Krumich, prima testa di serie del tabellone cadetto. Risultati che gli hanno permesso di ritoccare il best ranking, salendo fino alla posizione numero 496 ATP. Una crescita che passa anche dal lavoro quotidiano, scandito da una routine precisa e modulabile in base ai periodi della stagione.
“Durante la preparazione di solito ci alleniamo due ore di tennis al mattino e altre due di parte fisica. Nel pomeriggio un’ora e mezza in campo, poi scarico e stretching per circa un’ora. Le giornate sono più o meno queste, anche se possono variare: se arriviamo da un periodo intenso di match diminuiamo i carichi, se dobbiamo prepararci a tornei importanti li aumentiamo. Negli ultimi mesi abbiamo cercato di implementare ancora di più il lavoro fisico, perché oggi il tennis è sempre più spostato su quel piano: si spinge tanto e servono energie continue”

Erreà e Head: la ricerca dello sponsor
Dal punto di vista tecnico Guerrieri gioca con una Head Extreme e veste Erreà. Ma la ricerca degli sponsor, per un giocatore fuori dal circuito maggiore, resta una sfida complessa.
“Per chi ha una classifica come la mia non è semplice. I grandi brand guardano soprattutto al top o ai giovani emergenti. Io ho sempre avuto Head fin da piccolo e ho mantenuto il rapporto nel tempo. Chiaramente i contratti cambiano in base al ranking, ma si possono comunque trovare buoni accordi e compromessi, soprattutto sulle scontistiche”.
I sacrifici del tennista
Viaggiare tanto significa anche fare sacrifici, una componente inevitabile della vita del tennista. “I sacrifici ci sono, ma è una scelta consapevole. A volte bisogna rinunciare a qualcosa perché il giorno dopo si gioca, ma lo faccio volentieri: è quello che amo e sto cercando di raggiungere i miei obiettivi”.
Oltre all’hospitality cosa possono fare i tornei per aiutare i giocatori?
Dal 2019 i tornei Challenger garantiscono l’hospitality, un passo importante che potrebbe essere ulteriormente migliorato. ”È stato un primo step fondamentale. Considerando i ricavi, potrebbero fare qualcosa in più, ad esempio aiutandoci anche con pranzi e cene, come succede nei Challenger 125. Inserirlo anche nei tornei più piccoli permetterebbe di ridurre molte spese, sia per il giocatore che per l’allenatore”.
Juventus e Ferrari
Fuori dal campo, Andrea Guerrieri è un ragazzo curioso e appassionato. Laureato in Scienze Motorie nel 2021, trova compagnia nei suoi interessi anche durante le lunghe settimane lontano da casa. “Sono appassionato di Formula 1 e calcio, tifo Juventus e Ferrari, con un debole per Charles Leclerc. Amo leggere e guardo molti film e serie tv”.
Obiettivi e sogni per il 2026?
“Il primo traguardo è stabilizzarmi a livello Challenger e giocare costantemente questi tornei. Il sogno è arrivare alle qualificazioni di uno Slam: so che servono tante posizioni in classifica, ma è fattibile con lavoro e continuità”.
Come continua la programmazione dopo Nottingham e Glasgow?
“Spero di entrare come alternate a Quimper o Oeiras 2. Poi giocherò il Challenger di Cesenatico, quindi tornerò in Francia per Pau e Saint-Brieuc, prima di chiudere questo periodo a Lugano”.
In bocca al lupo Andrea da tutto il team di TennisTalker!




