Il canadese racconta in conferenza stampa cosa è successo contro Borges: problemi fisici improvvisi e tante domande ancora senza risposta
Dopo il ritiro che ha segnato la sua uscita di scena dagli Australian Open 2026, Felix Auger-Aliassime ha fatto chiarezza sulle cause che lo hanno costretto ad alzare bandiera bianca contro Nuno Borges. Nella conferenza stampa post-match, il canadese ha spiegato come tutto sia cambiato improvvisamente ad inizio terzo set.
“Ho iniziato ad avere crampi all’inizio del terzo set – ha raccontato – e a quel livello diventa impossibile essere competitivi. Ho provato ad andare avanti, ma oggi non era possibile”.
Un problema inatteso e difficile da spiegare, soprattutto per un giocatore come il canadese, abituato a gestire match lunghi nei grandi tornei. Auger-Aliassime ha detto di non avere ancora risposte definitive sulle cause: caldo, umidità o disidratazione potrebbero aver inciso, ma non sa spiegarselo.
“Cerco sempre di prepararmi nel modo più professionale possibile. Amo questo sport e faccio tutto ciò che è in mio controllo. Proprio per questo fa ancora più male non riuscire a capire esattamente perché stia succedendo”.
Ha poi voluto sottolineare come un episodio del genere, così precoce nel torneo, non gli fosse mai capitato in carriera. “Non ricordo una situazione simile così presto, né in questo torneo né in generale. Anche quando ho avuto difficoltà fisiche in passato, come allo US Open contro Sinner, eravamo molto più avanti”.
I primi segnali, ha spiegato, sono arrivati tra la fine del secondo e l’inizio del terzo set. All’inizio ha provato a minimizzare, pensando a un movimento sbagliato o a un salto mal riuscito, ma con l’aumentare degli scambi laterali la situazione è peggiorata rapidamente.
La decisione di ritirarsi è maturata poco dopo il confronto con il fisioterapista. “Sapevo che non stava andando nella direzione giusta. Non voglio stare in campo in quelle condizioni. Voglio competere per vincere, non restare lì a subire”.
Auger-Aliassime ha infine escluso un collegamento diretto con l’indisposizione che lo aveva colpito durante la United Cup, spiegando di aver recuperato rapidamente e di aver gestito con attenzione la preparazione nelle settimane successive. “Come squadra siamo stati molto precisi. Ora non è il momento di cercare colpe, ma di analizzare tutto e trovare soluzioni”.
Un ritiro amaro per il canadese, che lascia Melbourne con più interrogativi che certezze, ma con la volontà di capire cosa non abbia funzionato per evitare che episodi simili si ripetano.




