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Coppa Davis, dominio Berrettini: Carreno Busta si arrende e l’Italia vola 1-0 nella finale di Bologna

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A Bologna l’Italia tocca con mano la storia. Matteo Berrettini firma un successo pesante, netto, quasi autoritario contro Pablo Carreno Busta e porta gli Azzurri avanti 1-0 nella finale di Coppa Davis contro la Spagna. Il 6-3 6-4 in un’ora e 18 minuti non è solo un punto in più nel tabellino: è l’undicesima vittoria consecutiva di Berrettini in singolare nella competizione, la prova che, quando veste l’azzurro, il romano è una certezza assoluta

La SuperTennis Arena della Fiera di Bologna è una bolgia: oltre diecimila spettatori, bandiere e cori incessanti. L’Italia sogna la terza Davis consecutiva, un’impresa che nessuna squadra ha mai centrato nell’era moderna del torneo. Con il successo di Berrettini, ne manca solo una.

Un primo set chirurgico: la svolta nell’ottavo game

I precedenti tra i due erano in perfetta parità (1-1, entrambi nel 2022). E per mezz’ora lo sembrano anche sul campo. Carreno Busta prova a comandare con il ritmo da fondo, cercando il rovescio di Berrettini, mentre Matteo risponde con il suo schema preferito: servizio devastante e dritto a chiudere.

Il primo scossone arriva nell’ottavo game. Berrettini, fino a quel momento solidissimo ma non dominante, accelera in risposta e vola 0-40. Lo spagnolo annulla due break point con il servizio, ma sul terzo arriva il capolavoro: un nastro amico obbliga Matteo a rete e il romano si inventa una splendida volée bassa di rovescio che fa esplodere l’arena.

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Da lì, tutto in discesa: servizio tenuto a zero e 6-3 in 35 minuti.

Secondo set: Matteo sale, Carreno tentenna

Il momento decisivo del match potrebbe arrivare subito nel secondo set. Berrettini costruisce altre due palle break, ma Carreno si salva con un ace e un errore del romano di dritto. Lo spagnolo sembra riprendersi, serve meglio e prova a reggere lo scambio, ma la pressione dell’azzurro aumenta gioco dopo gioco.

Sul 4-4, la partita gira definitivamente: Carreno Busta commette due gratuiti, Matteo prende campo e si procura tre palle break. Ne basta una. Arriva una risposta di dritto profondissima, imprendibile, che vale il 5-4.

A quel punto, c’è solo da chiudere. E Berrettini lo fa come i grandi: servizio a comandare, zero esitazioni. 6-4, partita, punto Italia.

Numeri che parlano da soli

Il tabellino conferma la superiorità dell’azzurro:

  • 13 ace, sempre nei momenti importanti
  • 83% di punti vinti con la prima
  • Zero palle break concesse
  • Solo 12 punti persi in risposta da Carreno

La differenza più netta è sulla seconda: Berrettini attacca sempre, costringendo lo spagnolo a un misero 44% di punti vinti su quel fondamentale.

Le parole dei Protagonisti

Intervistato dopo la partita Matteo ha dichiarato: “Sono molto felice della mia performance, la cosa più importante oggi era vincere al di là di come avrei giocato. E’ sempre emozionante sentire l’inno azzurro ed il gran calore della gente. Ho utilizzato l’energia del pubblico per superare i momenti complicati e sono stato bravo a rimanere composto con le emozioni. Speriamo ci sia una sola partita da giocare.”

Emozioni opposte da parte di Carreno che ha comunque riportato un analisi di partita molto approfondita: “Sapevamo sarebbe stato un match molto complicato, ho provato a spingere col dritto, ma è stato difficile, perché lui ha giocato molto bene. In questa superficie è molto dura affrontarlo, specialmente per il suo servizio, avrei dovuto attaccare più sulla seconda. Ci ho provato ma non ci sono riuscito e lui mi ha breakkato in due momenti importanti con palle nuove. In campo probabilmente non mi sono sentito molto a mio agio, ma questo anche grazie a lui, che ha giocato molto bene.”

Ora tocca a Cobolli: l’Italia intravede la storia

Archiviato il primo singolare, tutto passa nelle mani di Flavio Cobolli. Il 23enne romano affronta Jaume Munar, n.36 ATP, con la consapevolezza di avere un Paese intero a spingerlo. Una vittoria chiuderebbe la finale senza passare dal doppio, regalando all’Italia uno storico tris iridato.

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