Durante la conferenza stampa post-secondo turno, Novak Djokovic ha discusso del complicato esordio con Majchrzak spendendo qualche parola anche su Alcaraz e sulle Olimpiadi di Los Angeles
Novak Djokovic ha fatto il suo esordio nell’edizione 2026 di Indian Wells nella giornata di ieri battendo Kamil Majchrzak in rimonta. Seppur faticando – infastidito molto anche dalle condizioni climatiche molto complesse in California – il serbo ha dimostrato nuovamente quanto anche nelle giornate difficili riesca a spuntarla sempre, nonostante il passare degli anni. In conferenza Nole ha parlato proprio delle difficoltà avute e di come è riuscito a superarle: “E’ bello tornare nel Tour dopo 5 settimane senza giocare un match ufficiale. Sapevo che la prima partita dopo tanto tempo sarebbe stata complicata, anche per le condizioni, ma sono riuscito a resettare dopo che ho perso quel set e non mi sono mai guardato dietro. Ho sentito che dovevo trovare il mio gioco quando ne avevo bisogno, in particolare ad inizio del terzo set, quindi sono contento di averla chiusa come ho fatto. Naturalmente puoi guardare alle cose sia in un modo positivo che negativo e ci sono degli aspetti su cui devo lavorare, ma mi è piaciuto il modo in cui ho lottato e non vedo l’ora di giocare la prossima“.
Obiettivo Olimpiadi 2028
Djokovic non ha mai nascosto di voler partecipare alle Olimpiadi di Los Angeles nel 2028 per difendere l’oro conquistato a Parigi. In conferenza è tornato sull’argomento: “Sì sarebbe bello. Questo è uno degli ‘obiettivi a lungo termine’, chiamiamoli così. Raggiungere le Olimpiadi sarebbe bello, l’ho detto già un paio di volte nell’ultimo anno. C’è ancora strada da fare. Alla mia età, e nella fase di carriera in cui sono, ogni anno sembra un periodo più lungo rispetto agli altri che sono più giovani, ma proverò a riuscirci. E’ una delle mie motivazioni”.
Djokovic sul non avere un allenatore
Una delle particolarità di quest’ultima parte di carriera di Djokovic è caratterizzata dalla sua volontà di non prendere un allenatore con cui lavorare in maniera stabile. Interrogato su ciò, ha spiegato così la sua decisione: “Boris (Bosnjakovic ndr.) è con me, è un assistant coach ed un analista che sta colmando il ruolo dell’allenatore, ma naturalmente non c’è nessuno che posso considerare come allenatore primario al momento e mi va bene ciò. Sento che ho ciò di cui ho bisogno. Non penso che ora sono pronto in questa fase della mia carriera per chiamare qualcuno di nuovo, conoscerci...e questo non significa che non sto provando a migliorare il mio gioco, innovarlo e cercare dei modi per migliorare dentro e fuori dal campo. Lo sto facendo, nella off-season ho portato con me alcune persone diverse e ho trascorso delle settimane decostruendo e ricostruendo il mio gioco, in un certo senso per quanto tempo avevo a disposizione, e penso che abbia pagato.
“Ho avuto un grande torneo in Australia” – ha continuato il 24 volte campione Slam – “Ho battuto Sinner in cinque set in tarda nottata e poi ho portato Alcaraz a disputare quattro set lottati. Ci ho messo un paio di anni per vincere contro di loro. Ho sì sconfitto Carlos nel 2025 agli Australian Open ma non ho avuto molte vittorie contro di loro nei tornei dello Slam negli ultimi anni, quindi è stato un modo per vedere che posso ancora batterli e che posso ancora fare questo ad un livello più alto”.
Djokovic e il record di 41 vittorie consecutive
Durante la settimana è stato ricordato il record di 41 vittorie consecutive firmato da Djokovic nel 2011. Alcaraz al momento è ancora lontano avendo vinto 13 incontri, ma secondo il giocatore di Belgrado lo spagnolo ha tutte le carte in regola per poterlo battere: “Può farlo, ha tutto ciò che devi avere in termini di gioco, in termini di adattabilità a superfici diverse e a livello atletico e di recupero, che ha mostrato e maturato nel corso degli anni. Ha bisogno di mantenere il suo corpo in salute, se ci riesce è così bravo che può vincere qualsiasi torneo che disputa. non puoi mai saperlo, sta facendo delle cose storiche nel nostro sport ad una così giovane età ma sì ottenere più di 41 vittorie… ho avuto un’altro paio di strisce in altre stagioni dove ho avuto più di 25, penso due volte….è dispendioso, ma sai allo stesso tempo quando vinci così tanto e sei in quell’onda non vuoi lasciarla andare, vuoi continuare a surfarla fino a quando ci riesci perché il livello di fiducia è così alto. Naturalmente la prima sconfitta ti stravolge un po’, ma fin quando vinci ti sembra che ogni partita sei più forte, se rifletto e ritorno a quei momenti che ho vissuto. Quindi gli auguro molte più vittorie. Lui è fantastico per il nostro sport e ciò che sta facendo è rimarchevole”.




