La numero 1 del mondo risponde al direttore del torneo Salah Talak sulle penalizzazioni per i ritiri: nel mirino calendario e tutela delle giocatrici
A distanza di settimane dalle polemiche nate attorno al WTA 1000 di Dubai, Aryna Sabalenka torna sull’argomento e lo fa senza mezzi termini. La numero uno del mondo ha replicato alle dichiarazioni del direttore del torneo, Salah Talak, che aveva criticato apertamente i forfait delle top player chiedendo addirittura penalizzazioni in termini di ranking.
Il caso era esploso dopo le rinunce, tra le altre, della stessa Sabalenka e di Iga Swiatek, assenze che avevano inevitabilmente indebolito il tabellone del torneo emiratino. Talak, palesemente irritato, aveva invocato sanzioni più severe per scoraggiare i ritiri dell’ultimo momento, senza però considerare fino in fondo le condizioni fisiche e mentali delle giocatrici in un calendario sempre più congestionato.
Dubai Tennis Championships, bufera sui ritiri: il direttore chiede la penalizzazione in classifica per Sabalenka e Swiatek
Ora, alla vigilia del torneo di Miami, Sabalenka – via Bounce – ha deciso di rispondere pubblicamente con dichiarazioni molto chiare e decise: “I suoi commenti sono stati ridicoli. Credo che non abbia dato la migliore immagine possibile di sé. Per me è piuttosto triste vedere che i direttori dei tornei e i tornei in generale non ci proteggono come giocatrici. A loro interessano solo i numeri, le vendite, si concentrano solo sul loro evento. Quello che ha detto è stato penoso. Dopo quei commenti, non so se voglio tornare lì. Per me ha superato il limite”.
Parole che lasciano poco spazio alle interpretazioni e che aprono anche a uno scenario futuro delicato: la possibilità che la bielorussa possa decidere di non tornare a Dubai nelle prossime stagioni.
Sabalenka ha poi spiegato anche le ragioni delle sue scelte di calendario, sottolineando come la priorità sia stata la gestione delle energie fisiche e mentali in un circuito sempre più esigente: “Quando abbiamo pianificato la stagione, abbiamo deciso di dare priorità alla mia salute e di creare degli spazi per riposare, ricaricare le energie e lavorare per migliorare in vista dei tornei più importanti. Ho la sensazione che il calendario stia diventando folle: per questo si vedono così tante giocatrici infortunate, sempre con fasciature, senza riuscire a esprimere il loro miglior livello, perché è quasi impossibile”.
Il tema principale resta comunque sempre lo stesso: il rapporto tra esigenze commerciali dei tornei e tutela delle atlete. Il rischio è che siano proprio le protagoniste a mettere in discussione la loro presenza nei grandi eventi.




