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Sfuma sul più bello il tris di Cecchinato all’Aspria Tennis Cup

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Dopo oltre tre ore di gioco e tre tie-break, l’azzurro cede il passo a Diaz Acosta ma ritrova la fiducia per la scalata alla top 100

Una battaglia di nervi, resistenza e sudore sotto il sole cocente di una domenica milanese torrida. L’atto conclusivo dell’Aspria Tennis Cup 2026 – Trofeo BCS si è trasformato nella finale più lunga nei vent’anni di storia del Challenger lombardo: 3 ore e 23 minuti di scambi ravvicinati e fatica estrema. Alla fine a sollevare il trofeo è stato l’argentino Facundo Diaz Acosta, che ha superato un generosissimo Marco Cecchinato con il punteggio di 6-7, 7-6, 7-6. Per il tennista palermitano resta il rammarico per un tris storico solo accarezzato, dopo i trionfi del 2016 e del 2025, ma anche la consapevolezza di aver ritrovato lo spirito dei giorni migliori.

L’avvio di partita ha mostrato un Cecchinato estremamente lucido e centrato. In un primo set dominato dai servizi e privo di break, l’azzurro ha cambiato marcia nel momento decisivo, giocando un tie-break perfetto e rifilando un netto 7-0 all’avversario. La reazione del sudamericano non si è fatta attendere: nel secondo parziale l’equilibrio è rimasto totale, ma questa volta il verdetto del rimpallo finale ha premiato Diaz Acosta per 7 punti a 5, trascinando l’incontro al terzo e decisivo set in un’atmosfera d’afa opprimente.

Nel momento della verità, Cecchinato ha trovato le energie per piazzare la zampata, volando sul 3-1 grazie a un break che sembrava poter indirizzare la coppa verso l’Italia. Diaz Acosta ha però dimostrato una tenacia straordinaria, recuperando lo svantaggio e annullando due situazioni delicateestreme in cui l’azzurro si era trovato a soli due punti dal match.

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Il destino del torneo si è così deciso all’ultimo respiro, nel terzo tie-break della giornata. Sul punteggio di 5-5, la sfortuna si è accanita su Cecchinato: a causa della presa della racchetta scivolata per il tanto sudore, l’italiano ha commesso un doloroso doppio fallo steccando la seconda di servizio. Un imprevisto che ha spalancato la strada al definitivo trionfo dell’argentino, al suo secondo sigillo a Milano dopo quello del 2023.

Nonostante l’amarezza per la sconfitta ravvicinata, Cecchinato ha guardato al futuro con grande maturità e determinazione, raccogliendo l’abbraccio del pubblico di casa che lo ha applaudito a lungo.

È stata una lotta incredibile, purtroppo questa è la vita. Ci tenevo tantissimo a vincere la terza volta, sono davvero dispiaciuto, ma non mollo. Un anno fa stavo per smettere di giocare, ora grazie al mio allenatore, che è anche mio cugino, ho ritrovato la voglia di lottare e l’obiettivo è tornare tra i top 100.”

L’appuntamento con il Centrale dell’Aspria Harbour Club è già fissato per il 2027, ma per Cecchinato la rincorsa nel circuito maggiore riparte da qui, con una rinnovata voglia di combattere su ogni palla.

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