Il romano analizza con lucidità la sconfitta contro Dimitrov: “Sentivo che l’inerzia era dalla mia parte”. Ora nel mirino ci sono Gstaad, Kitzbühel e la preparazione allo US Open
Non basta una prestazione di alto livello a Matteo Berrettini per conquistare gli ottavi di finale di Wimbledon. Il romano si arrende in cinque set a Grigor Dimitrov al termine di una sfida intensa e combattuta, ma lascia Londra con segnali incoraggianti, soprattutto sul piano fisico e mentale. In conferenza stampa, l’ex finalista dei Championships ha scelto di guardare oltre il risultato, sottolineando quanto di buono emerso nel corso della settimana.
“Ho sentito che in campo il livello era alto. Ovviamente tra un paio di giorni sarò più contento di poter dire di aver fatto una bella partita, sentivo che l’inerzia era dalla mia parte e che la stavo girando. Il tennis è così e bisogna prendere tutto ciò che c’è di buono. Non mi ero preparato sull’erba e la settimana è stata positiva”.
Berrettini ha poi analizzato una sfida giocata su ritmi elevati e caratterizzata da continui capovolgimenti di fronte, riconoscendo anche i meriti del suo avversario. “In carriera ho perso partite così e sono sempre riuscito a cogliere i lati positivi. Ci sono stati scambi pazzeschi e ci sono stati tanti vincenti. Tutti i break ce li siamo procurati giocando all’attacco. Ci sono stati degli errori e non è facile giocare e trovare ritmo contro un giocatore che varia molto come Dimitrov”.
Nonostante la sconfitta, che gli impedirà di rientrare in Top 40 ATP (chiuderà il torneo da numero 41 del mondo), il bilancio resta positivo. Berrettini ha ritrovato continuità e, soprattutto, la sensazione di poter competere nuovamente con i migliori quando le condizioni lo assistono. “Condizione fisica e mentale sono ottime e devono essere a un livello buono. Ho giocato tanto in tre turni ed esco dal torneo con la consapevolezza che quando sto così posso togliermi belle soddisfazioni“.
Lo sguardo è già rivolto alla seconda parte della stagione. Prima del cemento americano, il programma prevede un ritorno sulla terra battuta, superficie sulla quale Berrettini ha costruito alcuni dei migliori ricordi della sua carriera. “Sono iscritto a Gstaad e Kitzbuhel, che sono dei tornei dove ho bei ricordi. Sicuramente ora mi dovrò riposare qualche giorno, però il programma è quello di andare lì e poi, a seconda di quello che succederà in Europa, valutare una programmazione intelligente per il cemento americano. Ne parleremo con calma con il mio team nei prossimi giorni per arrivare pronti allo Us Open”.




