Il serbo raggiunge gli ottavi di finale di Wimbledon dopo una battaglia in quattro set contro il francese e racconta le sensazioni vissute in campo: dalla gestione delle emozioni alla ritrovata brillantezza fisica
Novak Djokovic continua la sua corsa a Wimbledon. Il sette volte campione dei Championships stacca il pass per gli ottavi di finale superando Arthur Rinderknech in quattro set, al termine di una sfida molto più impegnativa rispetto al netto successo ottenuto nel turno precedente contro Stefanos Tsitsipas.
Il francese ha costretto Djokovic a mantenere alta l’intensità dall’inizio alla fine, ma il serbo ha trovato ancora una volta le soluzioni giuste nei momenti decisivi. Al termine del match, in conferenza stampa, il numero uno serbo ha raccontato anche il lato più emotivo della sua prestazione, caratterizzata da sorrisi, tuffi spettacolari e continui dialoghi con il pubblico.
“A volte ci sono partite in cui cerchi solo di disconnetterti da tutto e da tutti e non prestare attenzione. A volte, se succede qualcosa e lo vedi, penso che sia un buon momento per dire qualche parola. Lo ricorderanno per molto tempo. Sei solo in campo, quindi ci sono molte emozioni da gestire. A volte è davvero difficile contenerle tutte e alcuni sono più espressivi di altri, suppongo”.
Djokovic ha poi reso merito alla prestazione di Rinderknech, sottolineando quanto il francese sia riuscito a metterlo in difficoltà. “Naturalmente, ero consapevole della sfida che Arthur rappresentava per me oggi. Perciò, in campo, forse non mi sentivo completamente fluido. Non c’era molto ritmo come contro Tsitsipas, perché stavo affrontando Arthur per la prima volta oggi. Lo stavo guardando giocare. Sapevo che era in buona forma. Questo mi ha reso un po’ più teso durante il match. Ha giocato bene. Penso che abbia fatto tutto il possibile per farmi uscire dalla mia zona di comfort. È stata una partita dura. Ma sono molto sollevato di averlo superato in quattro set“.
Il 24 volte campione Slam ha infine parlato delle proprie condizioni fisiche, spiegando di sentirsi decisamente meglio rispetto al Roland Garros e di arrivare alla seconda settimana del torneo con energie ancora importanti.
“Sono sicuramente meglio, più fresco. Più energia ora dopo tre partite che a Parigi. Ma è normale e logico aspettarsi ciò, considerando la differenza di superficie, la fisica dei punti e lo sforzo richiesto per ogni colpo con effetto e tutto, è abbastanza diverso qui. Non significa che non stia consumando energia in campo. Certo che sì. E mano a mano che avanzo nel torneo, ovviamente sarò fisicamente meno fresco, ma cerco di mantenere tutto a un livello ottimale. Ma come ho detto, nessun problema grave. Mi sento bene”.




