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Roland Garros 2026: chi colpisce più forte? I numeri raccontano una storia diversa da quella che ci aspetteremmo

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Zverev domina con il rovescio, Sinner unisce potenza e equilibrio, mentre Alcaraz e Berrettini dimostrano che la velocità non è tutto

I dati sulle velocità medie di diritto (forehand) e rovescio (backhand) registrate durante il Roland Garros 2026 offrono uno spaccato interessante del tennis moderno. Al di là delle impressioni visive, il grafico mostra come i migliori giocatori del circuito producano la potenza in modi molto diversi, spesso lontani dai luoghi comuni.

Average FH and BH groundstroke speed at Roland Garros this year. Source: RG website
by u/Dependent-Effect6077 in tennis

Zverev, il re del rovescio

Il dato che salta immediatamente all’occhio è quello di Alexander Zverev. Con una velocità media del rovescio di circa 75 mph, il tedesco si colloca nettamente sopra tutti gli altri giocatori analizzati.

Ancora più interessante è il fatto che il suo diritto medio (79 mph) non sia il più veloce del gruppo. Questo suggerisce un’identità tecnica particolare: Zverev riesce a trasformare il rovescio da semplice colpo di contenimento a vera arma offensiva. In un’epoca in cui il diritto domina spesso gli scambi, il suo backhand rimane uno dei più penetranti del circuito.

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Sinner, la potenza più completa

Jannik Sinner emerge come il giocatore più equilibrato tra velocità del diritto e del rovescio.

I suoi valori (81 mph di diritto e 72 mph di rovescio) lo collocano nell’angolo in alto a destra del grafico, la zona che identifica chi produce velocità elevata da entrambi i lati.

Questo dato conferma ciò che si osserva in campo: Sinner è uno dei pochi giocatori capaci di mantenere pressione costante indipendentemente dal lato da cui colpisce. Non ha il rovescio più veloce né il diritto più rapido in assoluto, ma combina entrambi i colpi ad altissimo livello.

Jodar: meno velocità, più varietà

Un dato che potrebbe sorprendere è quello di Rafael Jodar, con circa 79 mph di diritto e 72 mph di rovescio. Il dato suggerisce che il suo tennis si basa più sulla combinazione di potenza, rotazione e imprevedibilità che sulla semplice ricerca della velocità massima.

Il caso Berrettini

Forse il dato più curioso riguarda Matteo Berrettini. Il suo diritto medio (79 mph) è in linea con molti dei migliori giocatori del torneo, ma il rovescio si ferma a circa 66 mph, uno dei valori più bassi del campione analizzato.

La differenza tra i due fondamentali è enorme e riflette perfettamente il suo stile di gioco: costruire il punto per colpire il diritto il più spesso possibile, utilizzando il rovescio prevalentemente come colpo di gestione e difesa. Accanto a lui troviamo, con valori molto simili Fonseca.

Mensik e Cobolli, i giovani che spingono forte

Jakub Mensik e Flavio Cobolli mostrano numeri particolarmente interessanti.

Mensik registra circa 76 mph di diritto e 71 mph di rovescio, una combinazione che evidenzia una capacità già matura di generare potenza da entrambi i lati.

Cobolli si attesta invece intorno a 76 mph di diritto e 70 mph di rovescio, valori molto solidi che testimoniano la crescita del suo tennis offensivo.

Per entrambi, il grafico suggerisce margini di sviluppo importanti senza squilibri evidenti tra i due fondamentali.

Rublev e Auger-Aliassime: bombardieri meno estremi del previsto

Andrey Rublev e Felix Auger-Aliassime sono spesso percepiti come due dei maggiori picchiatori del circuito.

Eppure i dati medi li collocano in una fascia intermedia: circa 75-80 mph di diritto e 68-70 mph di rovescio.

Questo ricorda un aspetto fondamentale: la velocità media misura ciò che accade durante l’intero torneo, non i colpi più spettacolari. I giocatori che sembrano colpire sempre al massimo spesso alternano fasi di costruzione e gestione che abbassano la media complessiva.

Djokovic e la lezione dell’efficienza

Novak Djokovic presenta valori relativamente moderati: circa 77 mph di diritto e 68 mph di rovescio. Se si osservassero soltanto questi numeri, sarebbe difficile immaginare di avere davanti uno dei più grandi giocatori della storia.

Ed è proprio questo il punto. Djokovic ha costruito la sua carriera non sulla velocità pura ma sulla precisione, sulla profondità, sull’angolo e sulla capacità di assorbire e reindirizzare la potenza avversaria. I suoi dati dimostrano che la velocità è soltanto una delle componenti dell’efficacia.

Cosa ci insegna questo grafico

La conclusione più interessante è che non esiste un unico modello vincente.

  • Sinner eccelle nell’equilibrio tra i due lati
  • Zverev possiede il rovescio più pesante del gruppo
  • Jodar privilegia varietà e spin
  • Berrettini costruisce attorno al diritto
  • Djokovic punta sull’efficienza tattica

La velocità media racconta una parte importante della storia, ma non tutta. Nel tennis moderno contano altrettanto la rotazione, la profondità, il timing, la precisione e la capacità di scegliere il colpo giusto nel momento giusto.

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