Scena surreale sul Court 5 di Melbourne: la francese contesta la tattica contro Putintseva, il tecnico abbandona la panchina a match in corso
All’Australian Open 2026 non sempre è il punteggio a raccontare davvero cosa sta succedendo. Mercoledì 21 gennaio, sul Court 5, il secondo turno tra Elsa Jacquemot e Yulia Putintseva ha preso una piega chiara fin dalle prime battute, ma è diventato memorabile per ciò che è accaduto durante il match, sotto gli occhi del pubblico e delle telecamere.
Sotto 4-0 nel primo set e già in svantaggio di due break, Jacquemot si è girata verso il proprio box lasciandosi andare a uno sfogo chiaro e difficilmente fraintendibile: “La tattica è una schifezza”, ha bruscamente detto la numero 60 del mondo al proprio allenatore sbigottito in tribuna. Le lamentele sono proseguite nel game successivo, fino al momento che ha congelato il campo: Simon Blanc, la vittima delle sue recriminazioni, si è alzato dalla panchina, ha raccolto il borsone e ha lasciato il box, senza più farvi ritorno.
La frattura, ormai evidente, si è allargata a parole. Jacquemot ha continuato a rivolgersi al proprio angolo spiegando il motivo del disagio, legato anche al passato di Blanc come coach della stessa Putintseva: “Già dai primi scambi mi ha suggerito schemi di cui non avevamo mai parlato. Considerando che l’ha allenata per anni, è una cosa che faccio davvero fatica a capire”. A quel punto ha provato a intervenire il suo agente Arnaud Restifo, presente nel box della giocatrice insieme ad Alizé Cornet, con un invito secco: “Riprenditi e gioca a tennis, per l’amor di Dio”.
Nulla è cambiato. Putintseva ha continuato a controllare l’incontro senza difficoltà, mentre Jacquemot, più composta ma visibilmente scossa, ha espresso un ultimo pensiero ad alta voce, questa volta senza rabbia: “Come puoi chiedermi di impostare il gioco all’opposto di ciò che fa lei? Ho troppi rimpianti. Non mi sto divertendo, mi sento svuotata, sto giocando malissimo perché questa situazione mi ha molto colpita”.
Di tensioni tra giocatori e allenatori se ne sono viste molte, anche su palcoscenici maggiori. Un coach che abbandona il box a partita in corso, però, resta un’immagine rara. E racconta, più di qualsiasi analisi tecnica, una giornata che per Jacquemot si è incrinata ben prima dell’ultimo punto.




