TennisTalker MagazineNewsRune aggiorna i fan: “Fase due della riabilitazione, tutto procede alla grande”. Ma Panichi frena:...
Pubblicato in:

Rune aggiorna i fan: “Fase due della riabilitazione, tutto procede alla grande”. Ma Panichi frena: “Serve pazienza”

- Advertisement -

Il danese racconta sui social i progressi dopo l’operazione al tendine d’Achille, mentre il suo preparatore fisico — ospite del podcast JLM — invita alla cautela ponendo l’accento sul lavoro impostato negli ultimi mesi

Holger Rune continua a raccontare la sua lunga marcia verso il rientro. Il danese, ancora lontano dal potersi riaffacciare in campo dopo la rottura del tendine d’Achille patita a Stoccolma, ha pubblicato un nuovo aggiornamento sui social, diventati in queste settimane una sorta di diario pubblico del suo recupero.

Siamo entrati nella fase due della riabilitazione, mi sento alla grande,” ha scritto Rune, cinque settimane e mezzo dopo l’operazione. Il tono è quello di chi ha bisogno di restare connesso al proprio mondo, di misurare i progressi giorno per giorno e di condividere ogni piccolo passo con i tifosi. Un modo per non perdere ritmo mentale in un periodo inevitabilmente lungo, fatto di protocolli, sessioni controllate e pazienza.

Panichi predica calma: “Il corpo di Holger parlava chiaro”

Intanto Marco Panichi, ospite dell’ultima puntata del podcast JLM di Jacopo Lo Monaco, ha offerto un punto di vista più tecnico — ed inevitabilmente più pragmatico — sul percorso di recupero del danese. La collaborazione tra i due è iniziata lo scorso luglio, subito dopo l’improvvisa interruzione del rapporto di lavoro tra il preparatore fisico romano e Jannik Sinner, e le prime sensazioni sono state tutto fuorché lineari.

- Advertisement -

Panichi ha spiegato che Rune, prima ancora del drammatico “strappo” al tendine d’Achille, stava attraversando un periodo complesso: nessun infortunio gravissimo, ma una serie di avvisi sparsi che il corpo aveva iniziato a mandargli. “Il suo fisico stava chiedendo ordine,” la sintesi di Panichi. Non si poteva unicamente parlare di un generico senso di stanchezza o affaticamento, ma di un mosaico di rigidità, compensi, appoggi poco fluidi: un insieme di piccoli segnali che, per un atleta che vive di esplosività, valgono molto più del singolo dolore acuto.

“Rimettere tutto in equilibrio”: il lavoro dietro le quinte

L’intervento del preparatore è stato soprattutto organizzativo: si è partiti dal ricostruire una gestione sensata dei carichi, dal rimettere simmetria nei movimenti, dal ridare al corpo la sensazione di poter cambiare direzione senza temere un cedimento. E non è un caso che Panichi abbia insistito sul concetto di misura: Rune tende a spingere sempre, a ogni costo, anche quando la strada corre nella direzione opposta.

Per recuperare — è il sottotesto — serve rallentare, accettare i tempi, fare meno per tornare a fare di più”. Una filosofia agli antipodi rispetto all’irruenza che il danese ha sempre esibito e in qualche caso ostentato al grande pubblico.

Tra entusiasmo e realismo

La fotografia complessiva è doppia: Rune, comprensibilmente, prova a cercare luce nell’entusiasmo; Panichi, forte dell’esperienza accumulata con giocatori di primissima fascia, ricorda che i percorsi seri non ammettono scorciatoie.

La buona notizia è che i segnali, per ora, vanno nella direzione giusta. La meno buona è che servirà tempo — molto tempo — prima che i proclami social possano trasformarsi in rientro agonistico.

Ma, nell’incastro tra prudenza e ambizione, passa spesso la crescita vera di un atleta. E Rune, che di crescere ha certamente bisogno, sembra finalmente circondato da chi può aiutarlo a percorrere la salita nel modo giusto.

- Advertisement -
Classifica Super Simulata FITP esclusiva TennisTalker
Ricerca avanzata giocatori TennisTalker

Instagram Gallery

Tennistalker Club - 15% sconto su Tennis Warehouse Europe