Il preparatore atletico bolognese chiude un 2025 complesso e luminoso: dal caso Clostebol alla piena riabilitazione professionale. Il post pubblicato su Instagram diventa un bilancio sincero di un anno vissuto tra difficoltà, riconquiste e il trionfo finale con Sinner alle ATP Finals
Nel suo messaggio pubblicato su Instagram, Umberto Ferrara — il preparatore atletico cinquantaseienne che aveva cominciato l’anno nel team di Matteo Berrettini prima di tornare con Jannik Sinner — ha scelto un tono sobrio, quasi meditativo, per tracciare il bilancio di una stagione che definire complessa sarebbe riduttivo. Un’annata ancora condizionata dall’eco delle inchieste sul caso Clostebol, esploso nell’estate del 2024 e costato a Ferrara un allontanamento temporaneo dal team del numero due del mondo, prima del pieno reintegro avvenuto alla fine dello scorso luglio.
È in questo contesto che il suo post assume valore di bilancio professionale e personale: “Vivo nello sport da tantissimi anni ma non smetterò mai di sorprendermi di quanto sia bello. Lo sport è impegno, dedizione, sacrificio; è emozione, sorrisi, lacrime”. Un elenco asciutto, ma rivelatore del percorso che lo ha riportato accanto al quattro volte campione Slam, culminato, anche a livello simbolico, nelle lacrime liberatorie seguite al match point che ha consegnato a Sinner il secondo titolo consecutivo alle ATP Finals di Torino.
Ferrara ricorda anche lo spicchio di stagione trascorso al fianco di Matteo Berrettini, che lo aveva voluto con sé nei mesi più difficili della sua vita professionale. “Questa stagione (aperta con la collaborazione con Matteo, che ringrazio di cuore) mi lascia dentro tanti momenti indimenticabili, che ho avuto la fortuna di condividere con un team fantastico”, scrive il preparatore atletico bolognese. Parole che raccontano un anno vissuto senza reti di protezione, tra fragilità, ripartenze e un rapporto professionale ricucito passo dopo passo.
Il ringraziamento finale è rivolto a Sinner: “Devo ringraziare soprattutto Jannik per la fiducia e per la bellezza di questo percorso comune”. Una frase che chiude un anno vissuto tra vulnerabilità e risultati eccezionali, e che dà la misura di quanto la dimensione umana — prima ancora di quella professionale — abbia segnato il 2025 di Umberto.
Il post si ferma qui, per lasciar parlare mesi di impegni, decisioni difficili e continuità quotidiana. Ogni tanto, anche le storie più complicate hanno un lieto fine.




