A Bologna è andata in scena una di quelle serate che restano scolpite nella memoria collettiva del tennis italiano. Flavio Cobolli ha firmato il punto decisivo contro Zizou Bergs, completando il 2-0 dell’Italia sul Belgio e trascinando gli Azzurri verso la terza finale consecutiva di Coppa Davis
Un traguardo enorme, costruito senza Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, ma con un gruppo compatto e coraggioso che non smette di sorprendere.
Un match al limite dell’incredibile
Il punteggio (6-3 6-7(5) 7-6(15)) racconta solo in parte l’epica della sfida. Il tie-break finale, vinto 17-15 da Cobolli, è stato una battaglia nella battaglia: 32 punti giocati, dieci match point annullati complessivamente e continui ribaltamenti di inerzia che hanno fatto tremare il palazzetto.
Il romano, 22 anni, ha messo in campo tutto: maturità, coraggio, lucidità nei momenti più difficili. Nonostante la pressione (era la prima volta in cui gli veniva chiesto di chiudere un tie fondamentale per la nazionale), Cobolli ha risposto come un veterano.
Primo set: la solidità che fa la differenza
Cobolli parte bene: servizio efficace, scelte chiare e una gestione attenta dei punti importanti. Va avanti 3-1 grazie agli errori gratuiti di Bergs, ma soprattutto non concede palle break e chiude 6-3 al quinto set point. Un parziale che gli dà fiducia, in un contesto dove ogni micro-dettaglio pesa.
Secondo set: equilibrio totale
Il secondo set è un manifesto del tennis indoor moderno: servizi dominanti, scambi brevi, zero palle break. Si arriva inevitabilmente al tie-break, dove Bergs trova l’allungo decisivo sul 5-5 e porta la partita al terzo. L’aria si fa più pesante e il palazzetto capisce che si va verso una maratona mentale.
Terzo set: cuore, sofferenza e un tie-break irripetibile
L’ultimo parziale è un’altalena continua. Sul 3° game Cobolli salva tre palle break con coraggio, e altre occasioni delicate tornano a presentarsi sul 5-5. Ogni game sembra poter cambiare la storia dell’incontro.
Quando Cobolli si procura due match point sul 6-5, Bergs li cancella con due prime vincenti. È solo l’inizio di una serie infinita di colpi di scena.
Il tie-break più intenso dell’anno
- Bergs va avanti 6-4 e ha due match point: Cobolli li annulla.
- Bergs ne avrà, in totale, sette.
- Cobolli ne avrà sette anche lui.
- Difese impossibili, rovesci stremati, schiaffi al volo sbagliati, recuperi da highlights.
- Sul 16-15, Flavio trova una prima al centro che manda in delirio Bologna.
È festa. Per lui, per i compagni, per una nazionale che continua a stupire.
“Era il mio sogno”: l’emozione del protagonista
Subito dopo il match, Cobolli non trattiene la commozione:
“Ho vissuto il mio più grande sogno. È per la mia famiglia, per mio fratello che non smette di piangere, e per il mio amico Edoardo Bove. Siamo un gruppo unito, lottiamo sempre l’uno per l’altro”.
La maglia azzurra gli sta diventando una seconda pelle: dentro c’è un giocatore in piena crescita e con una consapevolezza sempre maggiore.
L’Italia vola in finale
Con questo successo gli Azzurri centrano la decima finale della loro storia, la terza consecutiva. In attesa di conoscere l’avversaria (Spagna o Germania), una cosa è certa: l’Italia arriva all’ultimo atto con lo spirito di chi sa soffrire e vincere anche senza il suo numero uno.




