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    È stata una domenica piena per il tennis italiano

    Nella domenica appena trascorsa tanti tennisti italiani sono stati impegnati sul palcoscenico più importante, quello della finale.

    • A chi è andata bene

    È stata la volta buona per Francesco Passaro, che dopo tre finali perse ha centrato la quarta, aggiudicandosi così l’ATP Challenger 100 di Trieste e ritrovandosi questa mattina n. 144 del ranking mondiale – 43 le posizioni scalate in un sol colpo. Per Passaro è cominciata in salita, con Zhang che nel gioco d’avvio ha subito piazzato il break, vantaggio poi riconfermato al 5° grazie a un controbreak con cui ha vanificato il pareggio dell’italiano. Il cinese però nel secondo set si è ritrovato più volte alle corde, l’inerzia è cambiata e, se anche a Passaro è riuscito di capitalizzare solo un break, tanto è bastato per avere la meglio 6-3. 6-3 si è chiuso anche il terzo, col momentaneo 3-0 per l’italiano sfumato in quattro e quattr’otto ma prontamente recuperato grazie a un break al 7° e a un altro, quello decisivo, al 9°.

    Festeggia anche Musetti, campione del 500 di Amburgo al debutto in una finale del Tour ATP. A impreziosire questa vittoria che sa di consacrazione è l’avversario superato dal carrarese, quell’Alcaraz protagonista di un’ascesa fulminea e vertiginosa, che mai prima di ieri aveva perso una finale ATP. Ci è riuscito Lorenzo a piegarlo, a far saltare i pronostici della vigilia, conquistandosi così la posizione n. 31 del ranking – ora terzo tra gli italiani, dietro a Sinner e Berrettini – e sigillando un traguardo memorabile nella sua carriera tennistica. Dopo i bei risultati della prima parte del 2021 e il successivo periodo di smarrimento, in questo 2022 Musetti aveva dato segni di reazione battendo avversari di livello – spiccano i nomi di Hurkacz, Auger-Aliassime e Korda – e intascandosi il Challenger di Forlì. Ora che la pista di cui si erano perse le tracce dopo la sconfitta contro Djokovic al Roland Garros è stata ritrovata ed estesa, starà al suo duro lavoro e alla fiducia in se stesso tenerlo in carreggiata.

    • A chi è non è andata

    A Gstaad Berrettini ha sfiorato più volte il titolo senza però riuscire a strapparlo definitivamente a Ruud che, scavallato un secondo set in cui fino al tie-break era stato alle strette, nel terzo ha confermato la ripresa rubando due volte il servizio al romano e chiudendo comodamente sul 6-2 – punteggio finale: 4-6, 7-6(4), 6-2. Dopo i trionfi a Stoccarda e al Queen’s, e il doloroso ritiro da Wimbledon, al suo ritorno in campo il n.14 al mondo si è reso protagonista di un buon torneo, il cui titolo è però andato a un Ruud che sulla terra rossa si è nuovamente confermato come uno degli ossi più duri.

    Niente da fare invece per la Bronzetti, surclassata 6-2, 6-2 a Palermo della romena Begu.  A partita terminata Lucia, che il pubblico ha omaggiato con una lunga standing ovation, ha dichiarato: “Questa settimana resterà nel mio cuore per sempre. Sono orgogliosa del percorso che ho fatto nell’ultimo anno, spero che ci saranno altre finali e di riuscire a vincere. Dedico questo trofeo a una persona speciale che mi ha seguito da lassù”.

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