Difendere un titolo a Wimbledon è una delle imprese più complicate nel tennis. Ne è convinto Boris Becker, tre volte campione ai Championships, intervenuto a Sky TG24 Live In Milano per parlare di Jannik Sinner e del suo cammino da campione in carica
“Con tutto il rispetto, Wimbledon è il torneo più importante. È lì che ti fai un nome. La prima volta che vinci sei sull’Everest, sulla vetta, ma poi devi scendere e tornarci l’anno successivo. Da cacciatore diventi la preda. Vincere Wimbledon svolta una carriera, ma ripetersi è difficilissimo”, ha spiegato il tedesco.
La fiducia in Sinner: “Il meglio deve ancora arrivare”
Secondo Becker, il numero uno del mondo sta seguendo un percorso molto simile a quello che lo portò al trionfo dodici mesi fa.
“Sinner deve ritrovare le stesse sensazioni dell’anno scorso. Nel primo match era nervoso e aveva rischiato di uscire, poi è cresciuto partita dopo partita. Quest’anno non è ancora stato messo realmente alla prova, ma è normale. La seconda settimana è quella in cui bisogna raggiungere il picco della condizione.”
L’ex numero uno del mondo si è spinto anche oltre con un pronostico: “Se Sinner supera i quarti di finale, per me diventa il principale favorito per vincere il torneo”.
“Wimbledon è come il Natale per me”
Becker ha poi raccontato il suo legame speciale con il torneo londinese, che considera il luogo simbolo della sua carriera.
“Wimbledon è sempre speciale, è come il Natale. Per molti il momento più bello dell’anno è il Natale, per me è Wimbledon. Ho ricordi incredibili come giocatore e come allenatore, ho vissuto lì per tanti anni. È stata la mia casa.”
Il tedesco ha ricordato anche come il suo secondo titolo ai Championships sia stato ancora più significativo del primo: “Difendere il titolo a 18 anni è stato persino più difficile che vincerlo a 17”.
La pressione? “Spesso viene confusa con i veri problemi”
Nel corso dell’incontro Becker ha affrontato anche il tema della pressione nello sport moderno, invitando a ridimensionarne il significato.
“Si parla troppo di pressione. Chi ha la possibilità di giocare a Wimbledon, guadagnare quei premi e vivere il sogno di essere tra i migliori al mondo non sa davvero cosa sia. La vera pressione è non sapere dove dormirai la notte.”
Il tennis di ieri e quello di oggi
Infine, Becker ha messo a confronto la sua generazione con quella attuale, sottolineando come il tennis sia profondamente cambiato.
“La mia generazione era più autentica. Non c’erano microfoni in campo e ci si parlava davvero faccia a faccia. Se perdevi, dicevi semplicemente che l’altro era stato migliore. Oggi tutto viene spiegato e addolcito, ed è anche per questo che vedo giocatori più fragili.”




